La Liberazione non era e non è una liturgia

L’intervento di Gino Niccolai, Presidente dei Partigiani Italiani, presso la sala delle cerimonie del Comune con l’intento in seguito ribadito per scritto sul Tirreno, è l’emblema del perché dopo oltre 70 anni il ricordo della Liberazione di Livorno è divenuto per alcuni un rito nostalgico. Secondo il Presidente ANPI, il loro intento si basa su un concetto : quello che “il rispetto della liturgia nelle cerimonie commemorative è l’essenza perché una comunità si riconosca nelle Istituzioni repubblicane e nei loro valori formativi”. Dissentiamo. Se vuol essere duraturo, l’insegnamento della lotta per la liberazione non va concepito come una liturgia. Deve essere una cosa viva oggi, mantenuta in vita dai comportamenti effettivi dei cittadini odierni ispirati ai valori e ai principi di libertà di allora. A Livorno, il disagio sociale oggettivo e crescente manifestatosi da oltre due decenni deriva proprio dall’aver dimenticato che l’essenza delle istituzioni e dei loro valori formativi non sono le liturgie commemorative del passato e le commemorazioni relative. La cittadinanza vive tanto meglio quanto più è caratterizzata dai comportamenti dinamici e coerenti con una concezione aperta di continuo ai cambiamenti del futuro.

LIBERALI LIVORNO

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