Al via con il tempo che passa

Scritto per la rubrica Disputationes della rivista NON CREDO n.48

In due libretti (vedere Non Credo n. 21 e 47 ) ho illustrato l’ introdurre nella logica della matematica e in quella delle istituzioni, il concetto di tempo fisico che avanza irreversibile: è uno strumento di rilievo per conoscere di più e far convivere meglio la reciproca diversità. Ebbene, la Singularity University (Silicon Valley) non affronta direttamente il tema del tempo fisico ma è la n,1 in quello della conoscenza in evoluzione. Argina la singolarità tecnologica secondo cui il progresso è più veloce della capacità degli umani di capire e di prevedere. I due fondatori danno l’idea di cosa sia. Diamandis ha detto “creare abbondanza non significa creare lussi per ognuno, significa creare una vita di possibilità”; e Kurzweil “la tecnologia l’ abbiamo creata per estendere noi stessi: ecco cosa ci rende unici”. Ha per obiettivo il cambiamento rapido mediante le tecnologie esponenziali (che si autoalimentano) per apprendere, fare rete, innovare e così costruire un futuro più ricco per ciascuno.
Il gruppo cura la superstizione di chi vuole linee guida e modelli sganciati dalla verifica sperimentale nel tempo e avvinti alle domande ultime. La tecnologia è conoscere i meccanismi operativi delle cose umane e non. Perciò ognuno adotti il modo di pensare di uno scienziato e si esprima come parte del reticolo interpersonale. Siccome qui la risorsa effettiva è la capacità di conoscenza, crescono l’importanza delle condizioni per esercitarla, la dimensione della provvisorietà, il volere non la proprietà dei mezzi di produzione bensì il poterne disporre magari locandoli, che richiede meno capitale e velocizza il riorganizzarsi. Si punta ad irrobustire la capacità di affrontare nuovi concetti, agevolata dalla accelerazione insita nell’evolversi tecnologico, per di più sempre meno costoso e più fruibile da chiunque.
Riassumendo, la Singularity University usa due aspetti corrispondonti all’introdurre il tempo. L’iperconnessione tra un grande numero di cittadini (che usa la diversità individuale per seguire il passare del tempo) e il rendere disponibile una grande quantità di informazioni (che da le massime possibilità di conoscere e di innovare). Tale approccio alternativo all’introdurre il tempo fisico sta però sottovalutando altri aspetti, che rischiano di trasformare in determinismo la spinta a costruire il futuro. Cominciando, come i laici sanno, col non tener conto dei tempi necessari alla maturazione umana e dei risultati conseguenti lo sperimentare un progetto. E’ impossibile riprodurre la logica del tempo fisico con una mentalità da modello eterno, anti diversità nel profondo.

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