I manifesti contro Francesco

Scritto per la rubrica Disputationes della rivista NON CREDO n.47

I primi di febbraio, vari quartieri romani sono stati tappezzati di manifesti con una grande foto a colori di Francesco e con scritti sotto questi versi di stile popolaresco: A France’, hai commissariato / congregazioni, rimosso sacerdoti / decapitato l’Ordine di Malta / e i Francescani dell’Immacolata, / ignorato Cardinali……/ ma n’do sta la tua misericordia ? Manifesti anonimi quanto a firma, quanto a tipografia e quanto ad attacchini. Tenuto conto delle risorse e dell’organizzazione richieste per affiggerli nonché delle indagini infruttuose per la violazione delle norme sulla stampa e sull’affissione, pare chiaro si tratti di un intervento mirato di cattolici chiusi dotati di molti mezzi. Però si sono sbagliati di mira. Perché la campagna rivela l’intenzione dei suoi autori di deturpare l’immagine mondana della Chiesa trionfante. E il popolo di quel mondo sono loro stessi, i cattolici chiusi, certo non i laici. Dunque, nella mischia di potere, hanno palesato la propria mentalità e si sono sparati addosso. Purtroppo, al disegno deturpante dei cattolici chiusi si sono prestati dei sedicenti laici i quali hanno deprecato fortemente che l’accaduto sia stato minimizzato (anche da Francesco). Scandalizzati che il manifesto, costituendo uno sfregio al Papa nell’immaginario collettivo e facendolo sembrare un dittatore, potrebbe perfino, in prospettiva, influenzare il futuro Conclave a favore dei conservatori. Questi sedicenti laici, occupandosi di ciò che non li riguarderebbe (se fossero davvero laici) e per di più giudicando con i medesimi parametri sia le diatribe religiose tra credenti che la lotta politica civile, danno il messaggio che il ragionare civile laico stia sullo stesso piano di quello religioso. Il che non può essere perché i cittadini scelgono davvero mentre i fedeli cattolici seguono passivamente gli indirizzi della gerarchia che si propone come voce di Dio. I laici coerenti con la laicità lo ricordano sempre, i sedicenti laici lo dimenticano.

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