A proposito di diversità e di interesse collettivo

L’articolo sul tempo di Natale svolge riflessioni interessanti fino alle ultime sette righe e mezzo, ove introduce due concetti che non stanno in piedi dal punto di vista laico. Il primo è quando scrive che alla base di certi sentimenti contro la diversità c’è il fattore religioso, mentre è evidenza sperimentata che sono contro la diversità tutte le concezioni che  sostengono il conformismo del potere vigente per motivi ideologici, di conservazione della propria influenza e di incapacità di accettare appunto la stessa diversità in quanto diminuisce fortemente ogni possibile certezza e introduce il probabilismo. Il secondo è quando per due volte inneggia all’interesse collettivo, che, in termini semantici e politologici, è l’opposto della diversità in quanto soffoca la metodologia individuale, la quale – di nuovo in base all’esperienza sperimentale – è l’ineliminabile motore della diversità nella convivenza tra i cittadini, non dimenticando mai che le moltitudini di individui hanno migliori condizioni di convivenza quando garantiscono uguali diritti ad ogni diverso soggetto, al suo spirito critico e alla sua personalità. La collettività che accoglie gli altri nel suo conformismo non è un progetto laico.

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