Il governo snobba i richiami

Scritto per la rivista NON CREDO  n.40, rubrica Disputationes

Già nel novembre 2014 la Corte dei Conti dette un durissimo giudizio negativo sulla gestione 8×1000 e assegnò al governo sei mesi per correggersi (Non Credo n. 34). Parole al vento. Tanto che a novembre 2015 la Corte è dovuta tornare alla carica scrivendo che il sistema è troppo gravoso per l’Erario, che non ci sono verifiche alla destinazione dei fondi, che emergono molte anomalie pro Cei. Al di là del merito, la cosa peggiore sta nel non rispettare le disposizioni di un organo di vertice dello Stato, in più violando la separazione Stato religioni stabilita dalla Corte Costituzionale da anni. Si ricorda che, per rimediare alla situazione,  basterebbe sopprimere una riga della Legge 222/1985 (art.47, c. 3 ultimo periodo) facendo restare all’erario le quote Irpef non destinate dai cittadini con l’8×1000.

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