Sui commenti all’idea dell’Anno della Laicità 2016

Sono grato dell’attenzione di chi ha commentato il mio articolo, anche perché mi consente ulteriori chiarimenti. Li illustro in ordine cronologico. Martina Franca  obietta che le idee dei laici rimangono in piccoli spazi e che l’Anno della Laicità 2016 sarebbe un fiasco colossale. Al fondo di questo commento c’è purtroppo la rassegnazione tipica di molti laici che si appigliano al presunto realismo per evitare di impegnarsi. Perché, se è vero quanto Lei stessa scrive (“c’è stata sempre una minoranza a far progredire l’Umanità”), è inevitabile interrogarsi sul perché i fiaschi divengono nel tempo i progressi. La mia risposta è perché in quei casi le proposte rispondevano ad esigenze reali. E perché i ritardi nell’esaudirle – che non sono neutri, in quanto nel frattempo macinano danni concreti – dipendono ampiamente dai comportamenti dei laici non coerenti rispetto al principio dell’iniziativa individuale a sostegno dell’idea laica. Secondo me è proprio questo fatalismo rassegnato ad innescare il conformismo diffuso che accoglie le iniziative della Chiesa e fa loro da cassa di risonanza. Tiziana fa un’osservazione che condivido – salvo l’inciso “segnatamente la rai” che  senza ragione penalizza il lavoro del tg5  – perché mette il dito sull’altro motivo (il primo è la fregola di compiacere i potenti) del quasi automatico sostegno alle iniziative cattoliche, che è il rifiuto superstizioso della ragione fondata sull’esperienza dei fatti. A Pio voglio dire che i suoi auspici di laicità istituzionale sono tutti giusti e che però, appunto nel loro nome, non è corretta la frase “iniziare a demolire le infiltrazioni religiose dentro lo Stato”. Di sicuro i laici dovrebbero impegnarsi per ripulire i privilegi clericali nelle istituzioni, ma questi privilegi non hanno a che fare con la religione, sono gli interessi strettamente terreni di tutti quei cittadini – io li chiamo i cattolici chiusi – che si approfittano della religione, nella burocrazia pubblica e fuori, per ritagliarsi in proprio dei vantaggi molto tangibili. Riassumendo, mi permetto di insistere nella mia tesi-proposta: il mondo laico potrebbe fare uno sforzo di coerenza ed impegnarsi a diffondere i propri valori in un Anno Santo della Laicità 2016 così da non lasciare tutto il palcoscenico all’Anno Santo della Misericordia.

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