Una proposta irricevibile

Era già chiaro che il Sindaco Marino era stato spinto a dimettersi non per i suoi errori bensì per aver pestato i piedi agli ambienti romani di potere. Eppure la presa di posizione del Capogruppo al Senato PD, Zanda, riecheggiata nella Segreteria del PD, non solo lo conferma ma rende più pericolosa la prospettiva post dimissioni. Zanda ha infatti auspicato che le nuove elezioni non si tengano a maggio 2016 ma un anno dopo, nel 2017, dato che nel 2016 a Roma ci sarà l’Anno Santo e potrebbero sorgere problemi di sicurezza pubblica.

Si tratta di una proposta molto grave dal punto di vista della convivenza democratica.  Fa intendere che tutta la vicenda Marino – fin da quando tre mesi fa al prefetto era stato affidato il compito di vigilare sul Sindaco per la materia Anno Santo – è guidata dalla paura dei vertici del PD di turbare la sensibilità del Vaticano. Che evidentemente non gradiva un Sindaco alla guida delle manifestazioni laiche su temi scottanti quali le unioni di fatto, le trascrizioni dei matrimoni all’estero, le manifestazioni del gay pride. Oggi, la proposta Zanda non solo è un invito a violare la legge esistente contro i diritti dei cittadini romani ma è ipocrita  anche nella motivazione, perché cerca di nascondere dietro ragioni di ordine pubblico – quasi i laici fossero dei facinorosi e quasi l’Anno Santo non fosse in tutta Italia per volere del Papa – la precisa volontà di sottomettere lo Stato italiano alle iniziative di uno Stato estero organizzatore dell’Anno Santo. Si sospenderanno pure le elezioni ai Comuni di Milano e di Torino?

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