Il futuro non è un optional

L’articolo del Prof. Iacono “La memoria come un optional”  costituisce una denuncia quanto mai opportuna dell’approccio distorto alla memoria oggi dilagante. Prima scrive “Il legame della politica con il tempo lungo della storia e della memoria sembra si sia dissolto in un presente senza un prima né un dopo….il cui effetto tende a dissolvere l’identità personale, che è fatta non solo di presente ma anche di passato e di futuro”;  poco dopo precisa “ciò che è essenziale per la memoria e per la storia e che collega è il mutamento” ; e quindi stigmatizza che si faccia la caricatura del mutamento, in un gioco del cambiamento debole che si riduce al conformismo della pubblicità commerciale.

Desidero accennare lo sviluppo di tale l’assunto, che ha come parola chiave  “mutamento”. Una parola che riporta direttamente a quello che  secondo me (ci ho anche scritto un libretto “Fuori dal tempo e dentro al tempo “) è il cardine del nostro vivere e convivere, lo scorrere del tempo fisico. Appunto ciò che, non soltanto la pubblicità commerciale, ma più in generale la cultura politica attuale, trascurano quasi del tutto da oltre un ventennio. La loro droga è il presente, con le sue manifestazioni di bisogni e di potere da soddisfare immediatamente, che presentano come eventi unici ed esasperati nei quali dovrebbe concentrarsi la storia. La spacciano come realtà ma è pura finzione totalizzante. La concretezza dei fatti è molto differente.  E’ rapportarsi come ognuno può e sa nel suo esser diverso (con le iniziative, con il lavoro, con lo studio, con le scelte nell’usare le risorse) alle dinamiche del mondo che ci circonda, avendo per fine l’accrescere la conoscenza e migliorare le condizioni di vita. Senza smettere.  Perciò è decisivo garantire e manutenere la libertà individuale del cittadino.

Nel quadro di concretezza del tempo che passa, la memoria è il bagaglio sperimentale istruttivo e volerla disperdere sarebbe rinunciare alle esperienze fatte, illudendosi che il presente possa ripartire da zero senza aver compreso i vincoli o gli errori del passato (ad esempio, le scorciatoie dei governi nel ridurre l’autonomia dei cittadini). Così il passato lascia sempre traccia in ciascuno di noi ma la memoria non ferma il tempo. Analogamente, occorre la consapevolezza che neppure il presente può fermare il tempo. E dunque la pretesa di vivere il presente eternizzandolo, è una droga esiziale che ci impedisce di esercitare al meglio le nostre capacità per affrontare il futuro. Perché il futuro, come la memoria, non è un optional. Il futuro è ineludibile. E’ il tempo che procede incessante. Ognuno vive il presente come prodotto del passato e può contribuire con il suo apporto piccolo o grande a costruire un futuro che a sua volta muterà.

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