Il Governo prova ad eludere gli organi di controllo

 Articolo scritto per la  rubrica Disputationes della rivista NON CREDO  n.37

Sono passati sei mesi abbondanti dalla  delibera 16/2014 con cui la Corte dei Conti, in tema 8 per mille, ha dato tempo fino  a maggio 2015 per eliminare i privilegi confessionali. Ad oggi, salvo novità alla vigilia dell’uscita di NON CREDO, si ha solo notizia di trattative in corso tra rappresentanti italiani e la Conferenza Episcopale.  Una qualche riservatezza si può comprendere, ma, siccome la materia separazione Stato Chiesa è costituzionale, intanto sarebbe opportuno conoscere il come la parte italiana voglia attuare i rilievi della Corte dei Conti e con quali precisi passaggi operativi.

Al problema dovrebbero stare attenti tutti i cittadini, e in particolare i laici.  Perché, oltre al merito specifico, di per sé molto rilevante, la questione conseguenze delibera 16/2014 Corte dei Conti, si è incrociata con le conseguenze della sentenza 70/2015 della Corte Costituzionale (che ha cassato il blocco delle indicizzazioni pensionistiche nel 2012 e 2013). A quest’ultima il governo Renzi ha risposto con il  decreto legge  65/2015 che, invece di disporre la piena restituzione di quanto indebitamente trattenuto ai cittadini, stabilisce una restituzione mediamente inferiore al 40% del dovuto.  Dunque, sulle due questioni, il governo è restio ad attuare ciò che ha deciso un’importantissima struttura dello Stato.

Un simile comportamento mostra la propensione dell’esecutivo e delle alte burocrazie ministeriali a concepire le istituzioni come il ragno concepisce la sua tela: una trappola per consentirgli di catturare le prede.  Solo che le istituzioni non sono trappole e i cittadini non sono prede. Al contrario, le istituzioni sono articolazioni  tra differenti organi (ciascuno con una sua funzione specifica) concepite per migliorare nel tempo la convivenza tra cittadini diversi. Dunque la propensione dovrebbe cessare. Il rispetto della delibera 16/2014  Corte dei Conti e della sentenza 70/2015 Corte Costituzionale rappresentano l’emblema di una politica pubblica imperniata su istituzioni al servizio del cittadino e non sulle convenienze di potere. Che è l’anima della laicità istituzionale.

 

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