L’avvio dei cambiamenti sul sociale e sulle farmacie

In materia di gestione del sociale, il gruppo PD in Comune si scaglia contro i provvedimenti dell’Amministrazione nascondendosi dietro alcuni loro aspetti discutibili (e da migliorare) per attaccare invece il loro significato complessivo (che è condivisibile). Con  la volontà di riportare in Comune i servizi sociali, la Giunta ha voluto opportunamente tagliare la consolidata politica assistenziale dell’era PD, quando si confondeva l’attenzione ai poveri con i privilegi quasi monopolistici concessi soprattutto all’ARCI ed anche alla Caritas, il che metteva la gestione assistenziale in mano ai privati con i soldi pubblici.

Ciò mostrava una  mentalità vetero statalista che distorce il significato di sussidiarietà e terzo settore, concependoli solo come costoso surrogato scelto dal potere  per tessere i suoi legami e imporsi ai cittadini (a cominciare dai più deboli). L’attuale Amministrazione, insediata dal rifiuto dei metodi assistenziali ed inefficaci messi in atto per anni, ha voluto giustamente dare un segno di forte discontinuità, che, seppure con alcune precisazioni ancora da fare, percorre la giusta strada. Ne è la riprova la reazione del PD, il quale, sognando la  dissolta egemonia, cerca di chiamare a raccolta tutti gli altri candidati sindaci per fare un giro nel mondo associativo, nonostante che in larga parte quei candidati si fossero schierati proprio contro la concezione proprietaria del PD riguardo l’associazionismo.

Anche in materia di gestione delle farmacie, l’Amministrazione M5S ha voluto dare un segno di forte discontinuità indicando di voler far ricuperare alla gestione la redditività che c’era (seppure bassa) e che è stata affossata negli anni più recenti dalla gestione disarticolata ed inefficiente di amministratori indicati dalla partitocrazia consociativa. In questo caso, tuttavia,  la gestione è già in mano al Comune, anche se non ancora diretta. Quindi l’operatività non può fermarsi agli intenti e divenire immediatamente concreta. Il consigliere Cannito ha richiamato l’esigenza di eliminare le retribuzioni contrattate un dipendente alla volta, di rifare la pianta organica, ridisegnare il rapporto con l’ASL e il centro di prenotazioni, di restituire la professionalità ai farmacisti, di rivoluzionare i sistemi di approvvigionamento e magazzino, di reintrodurre la produttività anche premiandola. Il fine è introdurre nella gestione delle farmacie  una mano manageriale, dal momento che sarebbe antisociale mantenere una direzione politica che non consenta all’azienda farmacie comunali il normale utile di gestione prodotto da ogni farmacia di privati.

Nel complesso pare evidente che faticosamente stia emergendo l’intento rinnovatore dell’Amministrazione Nogarin, che peraltro resta invischiata nella mancanza di un suo definito progetto originario e dalla mancanza di un adeguato appoggio da parte delle strutture amministrative formatesi in epoche precedenti ed affezionale a quel ricordo (quella seconda mancanza che viene poco percepita, al punto da premiare nelle norme di concorso interno il gruppo dirigente al quale si assegna la parte del leone sia nei premi che nelle valutazioni concorsuali delle altre categorie di dipendenti).

Liberali Livorno

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