Le storture dell’otto per mille sono al capolinea ?

 

Scritto per la rivista NON CREDO  n,34

Verso la fine di novembre, la Corte dei Conti ha pubblicato la delibera 16/2014 sul tema 8 per mille, dandone un durissimo giudizio negativo in termini giuridici ed operativi. Un florilegio di quasi tutte le  critiche fatte per anni ai privilegi confessionali.

Alla fine, la Corte dei Conti ha disposto che le amministrazioni interessate comunichino entro sei mesi le misure adottate a seguito della delibera, peraltro comunicando subito, entro 30 giorni, se e perché non intendessero farlo. Tali termini non sono ancora maturati ad oggi 10 dicembre 2014. Peraltro è chiaro che la delibera costituisce una sfida ineludibile  per il Governo. Se il governo Renzi vuole reagire, basta sopprima una riga della Legge 222/1985 (art.47, c. 3 ultimo periodo) per risolvere l’aspetto peggiore dello scandalo 8 per mille (facendo restare all’erario le quote Irpef non destinate dai cittadini con l’8 per mille) e poi imponga alla burocrazia ministeriale di non derogare nell’uso dell’8 per mille destinato allo Stato.  I laici devono seguire con attenzione questa  sfida. Eludere le indicazioni della Corte dei Conti anche solo rinviando, costituirebbe una  violazione accertata  della separazione Stato religioni. E ciò andrebbe contro quanto stabilito dalla Corte Costituzionale da anni.

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