Sulla riunione dei liberali con Scelta Civica (lettera al sen. Pietro Ichino)

Caro Senatore,

ti ringrazio della risposta, che mi pare esprimere la Tua sincera convinzione di compiere un’operazione politica che però  SC non sta facendo in pratica . Vediamo punto a punto:

1)  nel documento firmato da te, da me e da altri tre amici il 12 marzo scorso, al quale non ci risulta sia venuta risposta formale dall’ALDE (cioè non nei corridoi),  il nodo politico era la richiesta “di una lista unitaria…senza alcuna confusione con partiti o personalità di diversa ispirazione identitaria”, vale a dire niente simbolo Fare e candidature non dell’area liberal-democratica; questa omissione non è casuale in quanto corrisponde all’intenzione di SC di fare una lista il più possibile autoreferenziale piuttosto che unitaria (di fatti, sotto questo profilo non era importante avere dall’ALDE una risposta formale in pubblico);

2)  il punto politico della Conferenza Stampa del 4 marzo non era costituito dalla candidatura di Verhofstadt ma dal tavolo al quale, per farla breve, salvo Verhofstadt non siedevano altri liberali (oltre l’aspirante SC) ma siedevano Fare e il PFE – che con il liberalismo , per loro  dichiarazione, non hanno niente a che  spartire (Fare dichiara espressamente di voler unire democratici, liberali e popolari, un’assurda confusione politica) – mentre non veniva fatto sedere quel Valerio Zanone presente in sala, omaggiato prima della riunione da Verhofstadt, che nel 1976 fu fondatore ( l’unico rimasto) dell’ELDR genitrice dell’ALDE e che rappresenta bene Liberali Italiani; quanto al fatto che simbolo e altre cose non fossero allora in discussione, è curioso che tutti salvo SC fossero a conoscenza delle precise intenzioni dell’ALDE (il simbolo corrispondente al tavolo);

3) la tua terza risposta dice il vero quanto ai fatti (ed è per questo che interloquiamo volentieri con te) ma non supera la mia obiezione, nel senso che anche qui SC opera con atti unilaterali pur sapendo che le sue scelte non sono condivise dagli altri ma ponendo di fronte al fatto compiuto; e siccome non mi stanco di dire che l’immagine politica  è centrale, soprattutto perché quella di SC NON è finora un’immagine liberale credibile, è decisivo dare in tv i simboli giusti e chiari quanto a percezione; altrimenti passa, come è passata per la Conferenza stampa di martedì nei mass media, l’idea che si tratti di una lista di SC aperta a chi ci sta (il che non solo non è la lista unitaria, ma è una cosa che ai Liberali non può interessare);

4)  concordo in pieno con il criterio da te espresso circa il rifiuto del protagonismo mediatico, desidero peraltro osservare che in questo caso il vero oggetto di una conferenza stampa di SC non autoreferenziale avrebbe dovuto essere proprio che SC si metteva insieme ai liberal-democratici, e dunque quello da mettere in mostra eri appunto tu, che oltre ad essere grosso esponente di SC, sei il presidente di ALI; non sarebbe stato riprovevole presenzialismo, bensì un messaggio politico inequivoco, da porre in eivdenza;

5) un programma elettorale tra più formazioni non lo impone una di queste, seppure la principale, ma si discute; e discutere un programma che Liberali Italiani non ha mai neppure visto, non si fa in meno di 24 ore, come comunichi, oltretutto non sapendo neppure quali sono i soggetti esplicitamente intenzionati a farlo condividendo l’intera impostazione;

6) mi pare, e me ne scuso, di non aver fatto capire nella mia mail dell’altro ieri, che non chiedevo informazioni ma atti politici circa la volontà di costituire un soggetto politico nuovo che comprendesse SC e il mondo liberal-democratico; tu richiami il coordinamento fatto da SC il 3 dicembre, al quale non eravamo stati invitati come Liberali Italiani (lasciamo perdere ché non è il punto), al quale non per caso venne espressamente proposta la tesi della lista autoreferenziale di SC e che anzi fu l’inizio di un fraintendimento che in qualche misura persiste ancora oggi;

7) allora, per non ripetere l’errore dell’altro giorno, ti chiedo con molta chiarezza : a) Scelta Civica direttamente, e non con accorgimenti diplomatici variamente interpretabili, intende dare vita per le elezioni europee ad un nuovo soggetto politico formato da essa stessa e dal mondo liberal-democratico, che operi di comune accordo sui punti convenuti e non si limiti a far corona a quello che il sole ha deciso nella sua magnanimità?      b) SC è disponibile, attraverso questo nuovo soggetto politico per le Europee, a tentare fino all’ultimo di arrivare ad una lista europea unitaria con l’ALDE in modo da rendere più percepibile l’impegno liberale in Italia e quindi meno difficile il risultato elettorale immediato e più agevole il successivo sviluppo? c) SC è disponibile a concordare con gli altri liberal-democratici modalità, tempistiche, gestione della campagna elettorale, oppure pensa in sostanza di mettere di fronte a fatti compiuti, oltre tutto disponendo di una credibilità liberale assai inferiore alla consistenza istituzionale?

Apprezzo molto la tua disponibilità a discutere, ma ribadisco, come ho già fatto al punto 5 della mia mail di martedì (che mi pare tu sottovaluti), che i liberali non concepiscono la partecipazione in un gruppo come rapporti a due, ognuno con l’unica fonte, ma come rapporti aperti e di scelta tra tutti i componenti; ragion per cui siamo dispostissimi a collaborare ad un disegno comune con SC e gli altri liberal-democratici, ma non ad aderire tout court a Scelta Civica e al disegno che ha finora rappresentato e che, se non cambia registro,  rappresenterebbe ancora.

Continuo a sperare, pur considerando lo stringersi dei tempi , che tu possa fornire risposte rassicuranti e indicare un concreto percorso accettabile per compiere insieme e subito le varie scelte politiche cui siamo di fronte.

 

Risposta di Piero Ichino di mercoledì 26 marzo 2014
Caro Morelli

Ti chiedo scusa per non essere riuscito a risponderti ieri, appena ricevuto il tuo messaggio. Ho ritenuto che fosse meglio sacrificare un poco di tempestività per poter rispondere in modo più compiuto alle tue critiche; e tra ieri e oggi – escluse cinque ore di sonno – non ho avuto davvero neppure un minuto libero.

1) La tua prima critica riguarda l’omissione da parte mia, in apertura della riunione di ieri, di una adeguata informazione circa i motivi della non adesione di SC alla lista Boldrin-Tabacci-Muscardini. Non lo ho fatto perché pensavo che tutte le persone partecipanti alla riunione fossero già ampiamente informate circa gli eventi degli ultimi giorni e le ragioni degli uni e degli altri. Poiché me lo chiedi, ti rispondo in estrema sintesi richiamando la mozione con la quale l’Assemblea nazionale di SC il 5 marzo scorso ha posto tre condizioni per la partecipazione a una lista comune: tutte e tre mirate a ottenere un minimo indispensabile di coerenza di linea politica e di immagine esterna: la regola della non candidatura di persone che avessero già compiuto tre mandati elettorali, un’intesa sui contenuti essenziali della campagna elettorale centrata sulla politica europea e la costituzione di un organo di coordinamento al quale fosse affidata la selezione delle candidature per la formazione delle liste e poi il “governo” della campagna elettorale. Quelle tre condizioni – che a me apparivano molto di buon senso – non sono state accettate dai nostri interlocutori.

2) Mi obietti che SC ha partecipato alla conferenza-stampa del 4 marzo insieme a numerose altre formazioni politiche che sostengono la candidatura di Guy Verhofstadt alla Presidenza. Ti rispondo che quella conferenza-stampa aveva per oggetto, appunto, la presentazione della candidatura di G.V.: Andrea Romano è intervenuto in quella conferenza per annunciare il sostegno di SC a quella candidatura, che è stato confermato senza condizioni dall’Assemblea nazionale di SC del giorno successivo, con la mozione sopra citata. Tutto il resto (lista, simbolo, criteri per le candidature, ecc.) era ancora in discussione.

3) Nella nostra riunione di ieri sono stato molto esplicito nel chiarire che alla conferenza-stampa delle 14.30 sarebbe stata presentata – per ovvie esigenze di comunicazione – l’ultima versione disponibile del simbolo (“Scelta Civica per l’Europa” con una corona blu recante la scritta LIBERALI DEMOCRATICI RIFORMATORI), anche se la discussione circa le possibili modifiche del simbolo stesso era ancora apertissima. E ho detto altrettanto espressamente che la soluzione da te proposta (quella con la scritta LIBERALI DEMOCRATICI nella parte bassa del simbolo) mi trovava personalmente d’accordo.

4) Nel corso della conferenza-stampa non mi “è stata assegnata una collocazione tutto sommato periferica rispetto allo schieramento al tavolo dei maggiorenti SC”, come tu scrivi: sono stato io che, seduto all’inizio della conferenza a quel tavolo, ho poi ritenuto di cedere il posto al vice-presidente di SC. Lo rifarei, anche perché non ho mai apprezzato coloro che fanno di tutto per assumere posizioni di prima fila in presenza di fotografi e giornalisti.

5) Quanto al nostro programma elettorale, lo stiamo elaborando con il contributo di tutte le formazioni politiche e associazioni che hanno deciso di contribuirvi. Tutte le correzioni e le integrazioni finora pervenute sono state inserite. Esso verrà probabilmente pubblicato entro domani.

6) Rispondo alla tua richiesta finale di informazioni:
a) abbiamo costituito un organo di coordinamento, composto da un rappresentante per ciascuna delle formazioni politiche e associazioni che hanno deciso di parteciparvi, accettandone le regole di cui ho detto sopra;  senza tante formalità: a ogni riunione partecipa chi vuole, anche perché l’obiettivo è di fare tutto il più possibile sulla base del consenso di tutti; dal 3 dicembre scorso le cose, in questo coordinamento, hanno sempre funzionato così;
b) ciascuna di queste formazioni e associazioni è chiamata a indicare candidature da inserire nelle liste per le cinque circoscrizioni; anche la formazione materiale di queste liste sarà consensuale;
c) la campagna elettorale verrà aperta con una manifestazione pubblica il 12 aprile a Milano, nella quale sarà ben visibile l’intendimento di fare della campagna stessa il punto di partenza per la costruzione di un robusto polo liberaldemocratico nel nostro Paese.

Spero con questo di avere risposto a tutti gli interrogativi che mi hai posto. Ti saluto molto cordialmente, sperando di avere te e la formazione che rappresenti con noi in questa iniziativa politica.

Con viva cordialità

Pietro Ichino

 

Mail di Raffaello Morelli martedì 25 marzo al sen. Ichino e ad un folto gruppo di liberali
facendo seguito alla riunione da Te promossa questa mattina alle 12,00 presso Scelta Civica e alla successiva Conferenza stampa delle 14,30 alla Camera, ritengo opportuno chiarire (agli amici dei Liberali Italiani da te invitati per la prima volta sulla scorta degli indirizzi da noi forniti)  diversi aspetti della situazione politica che sono emersi nel corso delle due riunioni cui abbiamo preso parte ed assistito Brenelli, Lupoli oltre al sottoscritto:

1) senza dubbio sei l’esponente naturalmente più vicino alle impostazioni politico culturali del liberalismo politico, non perché tu abbia questa  formazione d’origine ma perché negli anni  nella tua esperienza professionale hai scoperto  lo sperimentalismo che del liberalismo è l’anima; il che non è meno importante;

2)  senza dubbio  riconosciamo le tue migliori intenzioni nel promuovere la prospettiva di un progetto politico liberaldemocratico nell’agone politico italiano e quindi nel rendere Scelta Civica un soggetto diverso e più ampio degli scampoli di un montismo, che, al di là delle enunciazioni, non è stato in grado – e ancora meno lo è oggi  – di essere credibile da solo quale progetto liberaldemocratico nelle azioni e nei comportamenti;

3) proprio per le convinzioni di cui ai due punti precedenti, devo dirti francamente che la riunione delle 12,00 ha avuto un andamento complessivamente carente, sia per l’impostazione che per le conclusioni;  quanto all’impostazioni ti sei limitato a presentare l’intenzione di Scelta Civica di varare alle Europee una lista distinta da quella dell’ALDE senza poter definire comprovate motivazioni del perché della separazione (salvo quelle delle differenze politiche da Fare, peraltro contestate da noi, da  tu stesso ma non dal corpo di Scelta Civica che ha preso tranquillamente parte alla Conferenza del 4 marzo), con un simbolo deciso dalla sola Scelta Civica (che hai esibito e che era assai diverso quale immagine politica da quello da noi fisicamente proposto, e che riporto in calce) e con un programma deciso dalla sola Scelta Civica, al punto da rendere un oggetto misterioso la Tua richiesta conclusiva di costituire un Comitato di Coordinamento per definire la lista, dal momento che per farlo si dovrebbe prima definire quali sono la missione politica e l’immagine della stessa lista; le contestazioni che Brenelli ed io (e non solo) abbiamo avanzato a tale impostazione, non sono state da te confutate ma neppure in alcun modo affrontate, tanto che, un’ora dopo, hanno trovato diretta conferma nella conferenza stampa, ove ti è stato assegnato una collocazione in sostanza periferica rispetto allo schieramento al tavolo dei maggiorenti di SC a cominciare dal Segretario Ministro, reso oltretutto inconfutabile dai diversi simboli esposti che erano esclusivamente quelli di Scelta Civica, ben diversi (nel senso più autoreferenziali) perfino da  quelli da te presentati alla riunione del Coordinamento e che erano stati puntualmente confutati;

4) non intendo farmi facile profeta nel dire che i mass media interpreteranno nel peggiore dei modi (dal punto di vista della prospettiva del lavoro politico  liberaldemocratico) il significato della Conferenza Stampa, ma, restando del tutto disposti a continuare l’impegno nella battaglia politica liberale per sfruttare ogni spiraglio, non siamo però disponibili a chiudere gli occhi di fronte ad una realtà di assoluta insufficienza nella tempistica e nella coerenza delle scelte politiche di Scelta Civica, finora non credibili come liberali;

5) i tempi stretti non siamo noi ad evocarli, li pongono i fatti; e le scelte, mi permetto di farti osservare, non sono un attributo accidentale della partecipazione del cittadino  ma un  aspetto intrinsecamente connesso alla partecipazione del cittadino  di tipo liberale ( a differenza di quella marxista e religiosa che prescinde dal decidere le scelte politiche nella convivenza, perché si richiama ad una autorità che detta tempistiche e scelte); consegue da qui che, in epoca di scelte, la platea delle riunioni elettorali operative per costruire una lista, va commisurata alle scelte appena compiute da chi vi partecipa rispetto al costruirla;

6) come conseguenza di quanto sopra ti prego di volerci dire con precisione: a) quale organismo rappresentante una lista che visibilmente  NON sia la sola Scelta Civica bensì la convergenza di SC e del mondo liberaldemocratico (convergenza varata con l’aperto assenso formale di Scelta Civica) sarà chiamato a sviluppare (e quando) la complessa materia elettorale, dai rapporti con l’ALDE ( che non possono essere lasciati ad esiziali rifiuti di corridoio non comprovati da documenti inequivoci), ai simboli, alla definizione di programmi e slogans, alla indicazione delle candidature, tutte cose che sono parte integrante dell’immagine complessiva di una lista; b) qualora tu condivida la sollecitazione di cui alla lettera a, se non ritieni urgente procedere ad una pubblica riunione di Scelta Civica e del mondo liberaldemocratico alla luce del sole (e opportunamente diffusa) per lanciare i principali punti politici che caratterizzano tale convergenza e che devono richiamare senza infingimenti l’attenzione dei cittadini elettori.

Scusami per l’insistenza ma gli argomenti in discussione la richiedono.

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