I pasticci laici all’ONU

Scritto per la rivista NON CREDO, n.29, rubrica Testimonianze

Ad inizio febbraio 2014, la Commissione ONU per i diritti dei minori, presieduta dalla docente norvegese Kristen Sandberg, ha pubblicato un Rapporto singolare, riuscendo  ad essere tardiva e ad andare fuori tema. Scrivere che “la Santa Sede ha sempre posto la salvaguardia della reputazione della Chiesa e la tutela degli interessi dei colpevoli sopra a quella dei bambini” è tardivo, essendo la cosa nota da anni. Talmente nota che nel frattempo (dicembre 2013) i massimi livelli vaticani hanno sancito l’inversione di rotta, nel solco di quanto già fatto negli USA, vendere le proprietà per rifondere le vittime dei pedofili. Fin qui tardi ma giusto. Poi però il Rapporto (forse influenzato dal vetero statalismo italiano, la Presidente è stata all’Università Europea di Firenze) ha criticato la Chiesa per l’atteggiamento verso l’omosessualità, la contraccezione e l’aborto. Siamo alle solite. Sono temi cari al mondo laico che li sostiene convintamente. Però un cardine della laicità è anche la libertà di pensiero e quindi di religione. Per cui un laico coerente non appoggerà mai norme contro gli omosessuali, contro i contraccettivi  e contro chi usa l’aborto. Ma accusare la Chiesa di osteggiarli nega la libertà di religione e non rientra nei compiti del Comitato Onu per i diritti dei bimbi.

 

 

 

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