Cosa fare in vista delle Amministrative di maggio 2014

Un’intervista ad Ogni Sette in risposta ad una precedente di  “Buongiorno Livorno”

“Quello che ne emerge nella prospettiva  amministrative 2014 a Livorno, deve far riflettere”. Così inizia il colloquio con Raffaello Morelli, da una vita  esponente liberale a Livorno e in Italia.

Una riflessione di quale tipo?

“Innanzitutto per ragionare in quale ambito operi Buongiorno Livorno. Nella vostra intervista riferite che è scesa in campo per dare battaglia all’attuale governo di Livorno. Ma le cose che illustra il suo vice-presidente fanno piuttosto pensare che Buongiorno Livorno voglia essere la comunità dei cittadini della sinistra utopica che non condividono l’attuale maggioranza comunale e che se la raccontano tra loro senza porsi il problema di battere il governo cittadino alle elezioni”.

Però Raspanti afferma che Buongiorno Livorno si è mossa a seguito della risposta diffusa avuta dall’appello per la discontinuità nel governo di Livorno, e allora?

“Questo appello,  già nell’impostazione, esprime il desiderio del gruppo comunità  di disegnare un tipo di Livorno, non formula un progetto di azione politica per riuscirci. Infatti, si è partiti dal voler cambiare prima di individuare come cambiare e cosa. E un simile approccio o è ideologico (un modello rigido contro gli altri) o è autoreferenziale (punta ad interessare solo chi lo condivide). Buongiorno Livorno pare non  consapevole del fatto che nel 2014 le ideologie non funzionano più. In Europa l’esperienza  ha mostrato che gli scontri politici democratici non si imperniano su contrapposte ideologie immutabili (non ci sono modelli rigidi da far prevalere) ma di volta in volta su progetti alternativi di governo. E questo perché è sempre più evidente che i cittadini non sono riducibili a classi, tifoserie, etnie, credenze, età, amici e che mantengono sempre la loro diversità di singoli e il rispettivo spirito critico. Per cui, i programmi politici per governare la convivenza tra diversi, devono parlare a tutti i diversi cittadini, non solo a qualche categoria. In più, siccome il sistema elettorale è maggioritario, dopo due turni il primo arrivato vince. Il che significa che parlare solo ad un gruppo – nel caso la sinistra utopica – è del tutto legittimo ma di certo non può riscuotere l’adesione di quei cittadini che la pensano altrimenti (e che, a parte i sogni, sono la stragrande maggioranza dei non PD). Non a caso Buongiorno Livorno enfatizza il superfluo, cioè l’aver costituito dal notaio una nuova associazione, soggetto che premette la volontà di cambiare al come farlo e che ricerca adesioni non alleanze.

Dice di averlo fatto perché nessun altro gruppo politico ha dei programmi precisi e che inoltre tutti gli altri movimenti della sinistra cercano solo di ottenere più peso dal PD.“

La prima affermazione non è vera. Dal giugno scorso almeno 4 o 5 formazioni dell’area dell’opposizione (tipo Città Diversa, SEL, Circolo Modigliani, Progetto Livorno, Fare per fermare il declino)  hanno in corso la redazione pubblica di precisi programmi di governo alternativo a Livorno (non tra loro). Negarlo più che un errore, è uno stile di vita che guarda solo alla propria comunità: chi non ne fa parte, non esiste.  La seconda affermazione è ipotetica, non determina una direzione precisa e porta comunque in un vicolo cieco. Cioè,  può prefiggersi di  sminuire un concorrente, e allora rivelerebbe che il fine di aggrupparsi in comunità è ottenere il primo  posto a tavola; oppure  si prefigge di fare dell’allearsi con il PD il bubbone delle altre forze di sinistra, ed allora punterebbe al traguardo di battere da sola  il PD, a Livorno un’altra utopia. Del resto, la democrazia concreta è fatta dai voti nelle urne, non dagli accessi al sito e ai gruppi Facebook.”

Buongiorno Livorno non può fare diversamente perché rivendica con orgoglio di essere una nuova forma di associazione democratica e antifascista, plurale e libertaria, che si ispira ai principi e alla tradizione della sinistra politica”.

 “Non sono d’accordo, anzi il nucleo della riflessione da fare verte proprio su questo punto. La questione non è abbandonare le proprie convinzioni di sinistra, anche se da liberale osservo che nelle aggettivazioni usate da Buongiorno Livorno, manca ogni riferimento alla libertà del cittadino, cui nel 2014 è problematico non far riferimento.  La questione essenziale è chiarirsi se, specie nel caso di Livorno, sia possibile dare un futuro alla città e quindi battere davvero (non contentarsi di parlarne in trattoria) la vecchia classe dirigente alle elezioni di primavera, chiamando a raccolta una sola cultura politica. Il nodo è  questo. Buongiorno Livorno pare convinto che basti, noi siamo convinti di no. Per riuscirci è indispensabile  seguire la strada delle alleanze tra culture diverse di cittadini diversi, in cui tutti restano diversi ma  si accordano per agire insieme sui punti necessari al rilancio. Mi permette considerazioni esplicative di tecnica elettorale?”

“Faccia faccia

“ L’area PD è in calo ed è attestata intorno al 40%. L’area individuata dagli aggettivi di Buongiorno Livorno (non va trascurata l’indicazione libertaria, vale a dire quella per cui la convivenza non avrebbe bisogno di Stato) nella più ottimistica delle ipotesi può coinvolgere il mondo di sinistra al massimo fino al 10%. Con questa percentuale non si va neppure al ballottaggio. Ma anche supponendo che Buongiorno Livorno coinvolga qualche altro cittadino di sinistra e ci arrivi, al secondo turno contrapposto al PD  non sarebbe mai in grado di batterlo,  perché la massa di cittadini non PD non preferirebbe la monocultura della sinistra libertaria rispetto al blocco di potere tradizionale a Livorno. Di passaggio osservo anche che  Buongiorno Livorno sbaglia a dire che fino ad oggi qui non c’è stata dialettica democratica e che abbiamo una democrazia democratizzabile.  La democrazia c’è sempre stata in pieno, il PD ha sempre vinto le elezioni senza brogli palesi o occulti, sono gli altri gruppi politici che, nonostante i risultati negativi della amministrazione, hanno scelto identità più o meno solitarie e non hanno saputo presentare ai cittadini un’alternativa credibile. Il solo miglioramento democratico auspicabile è aggregare l’alternativa creduta dai cittadini di culture diverse, dalla sinistra non PD, alle civiche, al mondo laico, fino ai moderati del Nuovo Centro Destra.

Buongiorno Livorno asserisce di aver scelto standard di democrazia interna, di  ricorrere alla rete come operatività, di mediare i rapporti tra cittadini e ruoli di pubblica responsabilità, di costruire il programma per via partecipativa. Cosa dovrebbero fare di diverso?

“Pensare al come e con chi allearsi per poter vincere il ballottaggio. Naturalmente ciò significa un forte cambio di mentalità rispetto alla sinistra usuale. Vuol dire abbandonare la tradizione ideologica dell’identità che si impone alle altre perché incarna il destino storico del mondo (che non esiste). Vuol dire accettare che si può restare di sinistra eppure cercare punti di contatto con culture diverse senza sperare di egemonizzarle ma per governare in modo adeguato il convivere tra diversi. Oggi a Livorno significa individuare i cardini del cambiamento amministrativo e costruirci sopra il sistema planetario alternativo. A me sembra che, scegliendo tale direzione al posto dell’utopia, alcuni temi siano ineludibili. Ad esempio. Un cambio profondo della classe dirigente, cominciando da un Sindaco proveniente dall’area dell’attuale opposizione, da nuovi assessori, dalla rimozione di una ventina dei dirigenti di vertice   del Comune e di quelli di ogni Azienda municipale, tutti comunque selezionati in base a comprovata professionalità. Una cultura dell’accoglienza verso i turisti e gli imprenditori interessati a Livorno attivando adeguate risorse pubbliche e coinvolgendo i privati. L’abbandono dell’idea del pubblico come proprietà e gestione dirette. L’utilizzo privilegiato del grande bacino per la riparazione delle navi in transito. La revoca della delibera dirigista corporativa sull’Ospedale a Montenero. Una dettagliata ricognizione del patrimonio del Comune, per far fronte ai bisogni dei cittadini in disagio abitativo e sociale, comprovato da definiti parametri di qualità della vita. La revisione del regolamento edilizio  puntando al ridurre i consumi. Il sostituire la politica di edificare in nuovi spazi con il recupero dell’esistente, il ripristinare il progetto “anziani fragili” e l’attivare un servizio di prevenzione con visite domiciliari alle famiglie problematiche con minori.

Con questa procedura non si farebbero però delle scelte di campo preventive, nel senso che anche il PD potrebbe condividerla.

“Forse in teoria e in quel caso noi fautori del cambiamento avremmo vinto in partenza nelle cose (dato che noi non siamo come quegli storici esponenti missini che da decenni usano la contrapposizione verbale al PD per meglio puntellarne la conservazione del potere). Tuttavia nella realtà la strada non sarà così facile perché è assai improbabile l’accettazione dei punti sopra elencati da parte PD e nucleo dirigente. Gli intenti politici veri di chi tratterà con il PD su quei punti programmatici, si misureranno sulla fermezza con cui si lavorerà al loro rispetto, restando pronti sennò  a varare il sistema programmatico alternativo sfidando senza timidezze via Donnini. Ragion per cui sarebbe   saggio non perdere altro tempo e lavorare prima possibile ad un sistema costituito da una serie di pianeti diversi ma impegnati nel medesimo progetto di cambiamento amministrativo oggi a Livorno. La corsa ad assemblare il pianeta più grosso appartiene ad una ragioneria sindacalistica inadeguata per dare un contributo al raggiungere un rinnovamento vero.  Che a Livorno non può più attendere.

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