La Corte Costituzionale ha svolto la propria funzione

La pronuncia della Corte Costituzionale sul porcellum ha sollevato alcune riserve: non sull’esigenza di bollare le incostituzionalità della legge elettorale, bensì perché avrebbe svuotato il Parlamento.

Sono riserve singolari, almeno per chi intende la cultura liberale come inseparabile dai comportamenti e quindi dall’impegno politico. Infatti, è indubbio che i liberali sono i principali fautori della centralità del Parlamento, ma non venerano l’istituto a prescindere dal suo funzionamento effettivo. Nel caso, le storture del porcellum (clonato da Calderoli sull’accordo alla Regione Toscana tra Martini e Verdini, oggi senatori PD e FI) erano talmente evidenti che lo scandalo vero erano divenute non tanto loro stesse quanto le doppiezze di tutti i parlamentari che le criticavano e non agivano  per correggerle.

Non appena la Corte Costituzionale, su caparbia iniziativa di Aldo Bozzi (tanto nomine…) è stata chiamata a dare un giudizio, non ha esitato a svolgere il suo compito. Così la Corte  ha mostrato di essere un meccanismo operativo del vertice dell’ordinamento civile e non una compagna di merende del potere, che ancora una volta le consigliava cautela, insabbiamenti o almeno il ritorno a leggi cancellate. Esercitando correttamente le proprie funzioni, la Corte ha sancito che il porcellum presenta due profili di incostituzionalità. E questo non significa affatto, come sostengono gli ignoranti e certi organi di stampa, che ne deriva la delegittimazione del Parlamento eletto con quel sistema e le leggi da esso emanate. Le sentenze della Corte valgono sempre e solo per il futuro, proprio perché lo Stato è un meccanismo vivo e non un oggetto di culto immutabile fuori del tempo.

Dunque, dal momento in cui le motivazioni della sentenza saranno pubbliche, decadranno le parti della legge incostituzionali e quindi alle prossime elezioni, salvo ulteriori interventi del Parlamento, il sistema elettorale ritornerà senza premio di maggioranza e non potranno esserci liste bloccate. Questa situazione è certo politicamente delicata (e ancor più lo è l’attuale mancata convalida di 148 deputati del PD scelti in base al premio di maggioranza) ma non si può gridare al Parlamento svuotato, perché è stato lo stesso Parlamento che ha legiferato fuori della Costituzione e ha tollerato per anni, con maggioranze contrapposte,  il pasticcio senza mai sistemare le cose. I liberali sono fautori del Parlamento purché non si trasformi in un potere autoreferenziale. Se lo fa, esistono altri organi costituzionali pensati per porre rimedio superando le irregolarità. Il che è opportunamente avvenuto nel pieno rispetto del diritto delle istituzioni liberali. Ecco perché le riserve sono singolari.

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