La prima scelta è cambiare il porcellum, non la legge perfetta

La legge elettorale non si riformerà trattandola come disputa tra tifosi (nel PD attuale, tra sostenitori e oppositori di Renzi). In tale clima, si fa dire a Renzi quello che non ha detto e ciò non serve a produrre la riforma. Alla Leopolda Renzi ha rilanciato il sistema di elezione dei Sindaci, ma è pura forma senza contenuto, dato che per Costituzione il presidente del Consiglio non si elegge direttamente come un Sindaco.

Riconosciuta questa evidenza, i renziani cercano almeno di dedurre dalla frase del capo l’intento di favorire il progetto inventato oltre venti anni fa dal Prof. Pasquino e in sostanza ora ripreso dal prof. D’Alimonte (arruolato tra i renziani perché presente alla Leopolda). Ma la presenza  non equivale ad interpretazione autentica di Renzi e la proposta Pasquino porta a scegliere una maggioranza ma non ad irrigidirsi nel maggioritario degli apparati (tanto che Pasquino ha frustato Renzi sul Corriere della Sera). Infatti il sistema di Pasquino funziona mescolando la rappresentanza proporzionale con il criterio  maggioritario:  al primo turno vengono assegnati i 2/3 dei seggi con il proporzionale puro tra le liste e al secondo vengono assegnati i 2/3 dei restanti con il maggioritario di coalizione lasciando l’altro terzo alle perdenti. Sarebbe positivo ma di approvazione difficile, perché è indigesto ai venditori di parole d’ordine ed ai signori della partitocrazia, che nega di esistere ma  conserva il potere.

Prima di intestare a questo o a quel personaggio la gloria del cambiamento, sarebbe quindi meglio praticare il sistema di vantare meno meriti e di compiere più scelte reali. Oggi la prima scelta non è promettere la perfezione del sistema elettorale ma cambiare davvero l’obbrobrioso porcellum inventato da Martini e clonato da Calderoli.

Il sistema Pasquino D’Alimonte sarebbe sì preferibile all’altra proposta Violante (cambiare il porcellum inserendo il voto di preferenza e una soglia di coalizione minima  da raggiungere per avere il premio di maggioranza), ma il non avere i voti per il primo non è una ragione per rifiutare la seconda. L’essenziale è sbloccare l’ipocrisia per cui da anni tutti dicono di voler modificare il porcellum e nessuno agisce. Ha ragione Napolitano. E smettiamola di dar la colpa alla frammentazione. I piccoli, proprio perché tali, non hanno la forza numerica per decidere, sono i grossi a fare scene per conservare i privilegi del controllo sugli eletti ed impedire in sostanza il cambiare  affidando ai cittadini la scelta.

I cittadini non chiedano la luna e pretendano fatti. Magari ricordando  che, se si sceglie il proporzionale con una soglia minima da raggiungere per il premio di maggioranza, allora è contraddittorio imporre in basso un’altra soglia per rappresentare i diversi. Però dimentichino il Sindaco d’Italia. Si perpetuerebbe la dissennata personalizzazione senza progetto che ha portato il paese al degrado  e in più si dovrebbe aspettare la riforma della Costituzione, mentre superare il porcellum è per esercitare subito la libertà.

 

Questa voce è stata pubblicata in ARTICOLI e INTERVISTE (tutti), sul tema Proposte, sul tema Quadro politico e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.