Non perdere tempo

Il Circolo PD Corea sostiene che il governo Letta  serve  a portare fuori l’Italia dal rigore, a rimettere in moto il lavoro e ad abolire il porcellum. Poi precisa “solo dopo che i partiti avranno riconquistato la sovranità alla politica, sarà possibile aprire una nuova fase costituente… le riforme costituzionali non rappresentano una priorità”.

Sono idee diverse da quelle del governo Letta, formato da PD, PDL e Scelta Civica. Per di più trascurano i fatti. Cominciano dal criterio di fondo (Letta non vuole portar fuori l’Italia dal rigore ma aggiungere la politica di crescita al rigore, vedi il lavoro per i giovani liberando le assunzioni dai contributi), proseguono ignorando il cammino verso la riforma costituzionale già iniziato (è in corso lo studio degli esperti e un percorso bicamerale di 18 mesi) e si scordano perfino che il giustamente aborrito porcellum è la legge clone di quella toscana (voluta dal PD Martini, ora senatore, per  abolire il legame tra cittadino e scelta dei suoi rappresentanti, che è tuttora vigente).

Non si rafforza il parlamento con la sola riforma elettorale. Mattarellum prima e porcellum poi, hanno mostrato che un nuovo sistema elettorale non basta se non si curano le disfunzioni istituzionali. Riassumibili nella mancanza della politica di idee e di progetti rispetto ai problemi della convivenza tra diversi. E’ questa mancanza che ha ridotto la democrazia a lotta per il potere e ha minato il meccanismo rappresentativo, togliendo all’elettore la scelta degli indirizzi parlamentari e di governo.

La crescita non si avvia solo con i provvedimenti economici pur indispensabili ma creando le condizioni per un miglior esprimersi del cittadino. Ad esempio, è decisivo snellire la rappresentanza  pubblica rimuovendo il duplicato Camera Senato. Il Circolo PD pensa a tempi lunghi per discutere, ma oggi non si può usare più il concetto discutere separato da quello di scegliere. Anche sul semipresidenzialismo si discute da un ventennio.  E’ tempo di riconoscere ai cittadini la scelta degli indirizzi generali di governo e di rappresentanza, stabilendo insieme  un nuovo assetto degli organi  costituzionali di garanzia. Insomma, fare le riforme e poi stare ai risultati.

 

Questa voce è stata pubblicata in ARTICOLI e INTERVISTE (tutti), sul tema Quadro politico, temi Locali e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.