Una iniziativa di organizzazioni laiche

Scritto per la rubrica Notizie brevi della rivista NON CREDO

E’ in corso una proposta di legge di iniziativa popolare, “Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia”. Distinguiamo. Se è coinvolto solo l’interessato – testamento biologico, no accanimento terapeutico e suicidio, compreso quello assistito, che non implica atti di terzi –, questa legge prevede cose  lecite per ogni laico (a parte usarla di persona).  Situazione diversa nel caso della eutanasia attiva, quando c’è un intervento mediante farmaci letali.

In questo caso, sorgono tre problematiche.  Prima,  chi collabora all’eutanasia attiva deve essere un medico professionista, in grado di rispettare le procedure per la richiesta di eutanasia. Seconda, gli aspetti relativi al credo del medico e alla sua professione. In teoria dare libertà di coscienza all’operatore può bastare, ma non del tutto per la professione, siccome il ruolo del medico è tutelare la vita del paziente.  In ogni caso serve esentare l’operatore dal rispetto del codice penale. La terza problematica (i rapporti tra cittadini e nuova legge) è la più complessa, siccome non riguarda solo l’interessato e il medico, ma l’insieme della cittadinanza, e deve garantire che l’eutanasia non nasconda altri atti. L’obbligo di rispettare le procedure è un deterrente forte. Però aggirare le  pene per chi da la morte, è un po’ meno difficile. Dal dover nascondere  la partecipazione al fatto,   basterebbe rispettare la legge per compierlo. Così una legge sull’eutanasia ha più avversarsi di una normale legge laica che da una facoltà. Quindi una legge sull’eutanasia è molto diversa da una sul testamento biologico.

Allora osservo. Vale la pena assimilare due cose diverse – testamento biologico ed eutanasia – rafforzando l’opposizione anche sul testamento biologico? Vale la pena di far passare l’idea che ogni problema ha bisogno di una legge specifica, quasi si potesse fare solo quello che la legge autorizza a fare?  Ad esempio, per il testamento biologico è sufficiente il rispetto del quadro costituzionale e non è indispensabile una legge (visto che anche il nuovo parlamento non garantisce la laicità più del precedente).

Sarebbe preferibile focalizzare gli sforzi laici per far maturare, in vista del fine vita, l’uso degli strumenti laici già possibili, quali la dichiarazione depositata nei registri municipali oppure la nomina di un amministratore di sostegno in tribunale.

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