Riguardo ad un articolo sulle preferenze (a Mauro Vaiani)

Una osservazione fatta a Mauro Vaiani, dell’Università di Pisa, su un articolo a favore di piccoli collegi e primarie obbligatorie

Scusi dottore, ma, a parte la condivisibile esigenza di mutare il porcellum (vale a dire la legge toscana del 2004), Lei fonda le Sue argomentazioni su dati storici del tutto errati (il che indebolisce molto l’assunto principale).

Il referendum del 1991 (che sostenni in trasmissioni RAI) non abolì affatto il sistema delle preferenze ma le preferenze plurime che potevano consentire un controllo diffuso del voto dell’elettore. Il referendum del 1993 (di cui fui uno della quarantina di presentatori in Cassazione) riguardava non le preferenze ma il sistema elettorale del Senato ove le preferenze non esistevano neppure allora, di fatto introducendo il voto per collegio.

Questi dati storici errati hanno la conseguenza che Lei possa sostenere oggi una cosa del tutto opinabile, e cioè di fatto che sia meglio il porcellum (in cui i partiti nominano) di almeno una reintroduzione di una preferenza (che consenta la scelta dei cittadini).  Infatti, Lei spinge perché la Toscana modifichi la sua legge elettorale rendendo obbligatorie le primarie (che inizialmente neppure erano previste) mantenendo i collegi. Bene. Ma a livello nazionale, a meno che anche Lei si sia ora convertito alla tesi  della Toscana caput mundi, non è una visione realistica che a questo punto possa avere una possibilità di successo. Oltretutto, anche in Toscana, la situazione non pare ad oggi molto chiara, è incerta la volontà di superare il criterio dei consiglieri nominati e comunque si è fuori tempo per fare da apripista alla legge nazionale. In conclusione sarebbero meglio una preferenza al posto del porcellum oppure no?

Mi permetta, ma il perseguire le riforme non è un esercizio di utopia ma di realismo.

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