Due inesattezze e una conclusione impropria (a Pier Luigi Battista)

A proposito di una rubrica sul Corriere della Sera

 

Egregio Dottore,

le Sue Particelle Elementari odierne contengono purtroppo due notevoli inesattezze e quindi una conclusione impropria.

Le inesattezze sono una sul referendum del 1993 (che non abrogò per niente il finanziamento pubblico dei partiti ma solo l’art 3 di quella legge e lasciò in essere i rimborsi previsti dall’art.1 e poi ampliati) e l’altra sul referendum1995 (che non abrogò la possibilità che la RAI fosse pubblica bensì l’obbligo che lo fosse). La conclusione impropria è  “I referendum? carta straccia”, dato che nei due casi sono stati rispettati mentre non lo sono stati nel caso della responsabilità civile dei giudici e del Ministero dell’Agricoltura.

In effetti la conclusione propria l’aveva già tirata in quanto scritto la riga prima, e cioè “le regole possono aspettare per sempre”. Questo perché rispetto al titolo delle Sue Particelle Elementari, uno scandalo c’è davvero ma è quello del fatto che i rimborsi delle spese elettorali previsti per legge sono stata l’occasione per un’operazione sostanzialmente illegale di rimborsi tra le 4 e le 5 volte (afferma la Corte dei Conti) delle spese che gli stessi partiti hanno dichiarato. E’ questo che secondo noi liberali dovrebbe essere contestato, tanto che, per chiedere una restituzione, abbiamo diffuso la vignetta che le accludo di sotto, nel caso non l’avesse vista.

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