Attrezzarsi per una politica di idee e di progetti (a Marco Castenuovo)

Breve scambio a proposito  di un articolo di Marco Castelnuovo, notista de La Satmpa

 

Partendo dal “non con il non voto”, ne consegue la giusta esclusione delle tesi che vorrebbero occuparsi meno di politica (la cosa più assurda è che pensano di poter così far meglio i propri comodi).

Per occuparsene di più, credo si debba cominciare con l’influenzare il clima e pretendere che il confronto verta prima di tutto su idee e progetti per convivere. Non usa più da circa venti anni, ma i risultati si vedono. E’ chiaro che far questo significa intanto esser disponibili a votare solo quelli che  presentano idee e progetti (anche se non appartengono alle amicizie e perfino se paiono  di altro versante culturale). Tra quelli che accettano questa linea, io credo che bisogna scegliere chi pone quale obiettivo del fare leggi ili rendere sempre meglio esercitabile la libertà del cittadino e la sua sovranità (che è la più concreta forma di equità sociale).

Se poi non vi fosse alcuno con tale obiettivo, allora bisognerebbe pensare seriamente ad organizzarsi per dar voce a chi la pensa così e si impegna a comportarsi di conseguenza. Infatti noi ci stiamo concretamente attrezzando.
Marco Castelnuovo – giovedì 12 gennaio 2012

Capisco il suo punto di vista e lo condivido.
Ma che colpa hanno i cittadini nel Procellum?
E come possono “difendersi”? Certo, non con il non voto!
E quindi?

Raffaello Morelli . giovedì 12 gennaio 2012

Nel suo Doppio Schiaffo ha scritto, sotto un piglio disagiato, considerazioni ragionevoli.

Mi sfugge però l’ultimo periodo, dato che sembra che i politici usino  i carri armati. Sappiamo che non è così.  Vengono votati in libere elezioni. Non sarebbe il caso di cominciare piuttosto a riflettere anche sulle responsabilità dei cittadini, che accettano (pare felici) una politica pressoché del tutto sganciata dai progetti per la convivenza, che quasi rifiutano l’idea dell’esistenza dei meccanismi istituzionali (ben diversi dalle emozioni mediatiche) e che tendono sempre più a confondere i propri desideri con i propri diritti (nel senso di ognuno per sé)?

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