Considerazioni fondate ed altre due no

Caro Castelnuovo,

mi scusi, ma del suo blog di poco fa  – che svolge  considerazioni fondate – non capisco il titolo e le ultime sette parole del penultimo capoverso.

Il titolo è pericolosamente ambiguo. Perché può far intendere una cosa vera (e che cioè questi voti di fiducia reiterati non hanno garantito finora la capacità di fare le riforme). Ma può far intendere anche che il voto di fiducia non esprime la volontà del Parlamento. Il che sarebbe un avallo, che non so se Lei voglia dare, ai comportamenti del grosso dell’opposizione, la quale continua a farsi del male trovando tutte le scuse per non fare quello che dovrebbe, costruire un progetto alternativo concreto.

Le ultime sette parole sono direttamente smentite dal comportamento e dall’ultima lettera di Napolitano. Che non ha chiesto nulla. Ha solo ricordato che fare le riforme necessarie è un’altra cosa, fatto evidente a tutti. Ma questa constatazione non significa affatto che Napolitano sia disponibile a non rispettare la volontà del Parlamento (lo continua a dire con insistenza da due anni).

Insomma, le procedure parlamentari non possono essere aggirate senza fare in pratica colpi di Stato. Per cui, diviene importante che ogni persona responsabile che vuole il cambiamento senza colpi di testa, cerchi di contribuire a delineare il percorso concreto e selettivo delle cose più importanti. Tra le prime la riforma elettorale, inventata nel 2004 in Toscana dal Presidente Martini (uomo di Chiti) e da Verdini, copiata da Calderoli e che sarebbe indispensabile cambiare prima del voto almeno per ridare al cittadino possibilità di scelta. Oppure si vuol fare costruire proprio sulla riforma di questo aspetto della legge la possibilità di accordo con Casini che ha già detto che lui preferisce andare al voto anticipato con questa legge piuttosto che riformarla più a fondo?

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