Dibattito su un articolo del Tirreno

L’articolo di Francesco Mezzatesta sostiene l’andare a votare domenica per approvare i quesiti 1 e 2 del referendum e far raggiungere il quorum. E motiva scrivendo che sommare i NO all’astensione è un trucco già sperimentato.

Sono d’accordo in pieno sull’andare a votare domenica sui quesiti 1 e 2, essendo il Presidente del Comitato nazionale per l’Acqua, proprietà e controlli pubblici, gestione libera. Solo che sostengo fermamente 2 No perché 2 No guardano avanti. Infatti i quesiti sono ingannevoli, inutili e diseducativi. Sono ingannevoli perché la proprietà dell’acqua è già pubblica e il suo controllo anche. Le leggi che si vorrebbe abrogare non obbligano a privatizzare. Sono inutili perché anche abrogando le due leggi attuali non ci sarebbe il divieto di coinvolgere privati e resterebbe l’obbligo europeo a far partecipare i privati alle gare di assegnazione. Sono diseducativi perché illudono che l’alternativa sia tra acqua gratis e acqua a pagamento (l’acqua è sempre un costo) e così contribuiscono a nascondere il cattivo funzionamento delle strutture pubbliche proprietarie (oggi distribuiscono oltre il 90% dell’acqua), dando i controlli alla politica delle clientele e della gestione irresponsabile. Non controllare qualità e quantità di quanto erogato porta a perdere il 41% dell’acqua.

I promotori del Si fanno leva su una ovvietà: l’acqua è decisiva per vivere. Solo che i quesiti 1 e 2 non mutano la situazione, anzi la peggiorano. Quello che occorre davvero per attivare una gestione idrica efficace, sono programmi di equilibrio tra acqua, energia e trasporti, investimenti consistenti e contrasto di interessi nella gestione.

Queste differenze di opinioni rientrano comunque nel confronto delle opinioni. Dello scritto di Mezzatesta è invece inaccettabile definire un trucco l’art.75 della Costituzione, comma 4: la proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. Norma che corrisponde alla scelta dei costituenti di privilegiare il voto parlamentare, che i cittadini possono mutare solo purché voti la maggioranza assoluta. Riassumendo, nella fattispecie anche noi invitiamo a votare domenica esprimendo 2 NO e lo facciamo proprio perché, anche se vinceranno i SI, non cambierà in sostanza nulla, dato che i piani d’ambito sono già approvati, la dinamica tariffaria è già prevista da norme che il referendum non abroga, le regole per definire revisioni dei piani sono già stabilite. Per mobilitare l’attenzione sul problema acqua e trovare soluzioni effettive, ci vuole un approfondito confronto politico, non l’uso distorto dei referendum e della montagna di bugie che lo ha accompagnato. Ecco perché definire la Costituzione un trucco è cosa molto pericolosa per la convivenza, anche se negli anni quasi tutti i politici lo hanno detto per convenienza momentanea.

Questa voce è stata pubblicata in ARTICOLI e INTERVISTE (tutti), sul tema Proposte, sul tema Quadro politico e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.