Il Terzo Polo ci pensa da solo

Nella sinistra e al centro, viene manifestata sorpresa perché parti significative dell’UDC toscana, a cominciare da quella lucchese, sarebbero intenzionate a privilegiare  un’alleanza con il centro destra alle prossime amministrative. Soprattutto, si argomenta, perché questo potrebbe affossare il neonato Terzo Polo. Credo siano sorprese immotivate, dal momento che, ad affossarsi, il Terzo Polo ci pensa da solo.

Lo  fa ponendosi sullo stesso piano delle altre due coalizioni più grosse. Persegue cioè la semplice ricerca del potere istituzionale, senza darne una giustificazione di tipo progettuale. Un progetto relativo al modo di convivere non esiste nel centro destra (sostituito da molte promesse illusorie e da alcune ossessioni), non esiste nel centro sinistra (drogato dall’antiberlusconismo e da pulsioni giustizialiste) e non esiste nel Terzo Polo (assemblaggio senz’anima tra nostalgici di un ritorno alla centralità DC, e fondatori fuoriusciti dal PD e dal PDL perché risultati perdenti nei rispettivi equilibri interni).

In simili condizioni, i rapporti politici sono determinati solo dallo spessore della coalizione in termini di consensi e di possibilità di aggiudicarsi il potere (a prescindere dal come usarlo). Dunque a Roma, continuerà a prevalere il centro destra per mancanza di alternative percepibili, a livello parlamentare e non, in Toscana le alleanze dal punto di vista amministrativo deriveranno esclusivamente dalla possibilità di stare dalla parte vincente.

Il bisogno del paese e della Toscana è un altro. E’ un progetto concreto e realistico per portare il cittadino e la sua sovranità al centro delle scelte politiche. Altrimenti i cambiamenti necessari non si faranno mai. Viceversa, in Toscana, è perfino imbarazzante vedere che le cosiddette opposizioni restano a guardare e non colgono le possibilità offerte dai variegati dibattiti che stanno  cominciando a crepare la vecchia struttura della sinistra.

Ad esempio, la linea di utilizzo del territorio espressa dall’assessore regionale  Marson – una IDV anomala che adopera le idee invece delle invettive ed esprime argomenti assai rilevanti in tema di aeroporti, di ospedali, di collegamenti costieri, di criteri urbanistici  –  viene guardata con sospetto, non discussa nel merito e di fatto lasciata in balia delle consorterie dell’arcipelago PD.

Stando così le cose, lo stupore verso gli ambienti UDC è malposto. Il Terzo Polo si affossa da solo.

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