Un errore grave di un giornalista (a Ferruccio De Bortoli)

Caro Direttore,

Le scrivo come abituale lettore del Corriere per esprimerLe il mio sconcerto per gli ultimi due capoversi dell’articolo del dr. Ferrarella di stamani in prima.

Ho controllato il Codice di Procedura Penale, art. 54 quater, ed ho scoperto che le cose non stanno come scritto dal Vs. giornalista di punta nel giudiziario. E’ fuor di dubbio che l’art.54 quater  non si attaglia affatto ai rilievi che nella fattispecie  il Presidente del Consiglio ritiene di avanzare. Non è pertinente la procedura ivi prevista e la connessa trasmissione al Procuratore Generale presso la Corte d’Appello, dal momento che il  rilievo del Presidente del Consiglio sostiene la competenza del Tribunale dei Ministri. Dunque non corrisponde a verità la frase dell’articolo “la via più semplice ed ordinata, in grado di svelenire il clima e nel giro di soli 10 giorni dare al premier certezze sulla correttezza o meno dell’attuale stato del fascicolo, è paradossalmente la meno battuta”. I rimedi richiesti dal Presidente del Consiglio può riconoscerli solo un’istanza diversa rispetto alla Magistratura Ordinaria, poiché il Presidente del Consiglio è un cittadino comune cui sono affidati dalla legge incarichi speciali.

Ne consegue che i due ultimi capoversi, formulati non da persona di parte, bensì da un professionista dell’informazione, costituiscono una distorsione dei fatti reali che fuorvia il lettore, in pratica ingannandolo. Ciò a maggior ragione per il periodo conclusivo: “come se si volesse a tutti i costi portare la politica a piedi uniti nel piatto della giustizia”. Perché esso fa passare come cosa ovvia e neutra quella che è invece la tesi della procura di Milano.

La vicenda è  preoccupante per chi, come i liberali, vorrebbe si raggiungesse con i metodi della democrazia il superamento della prassi berlusconiana ed invece vede praticati sistemi che la irrobustiscono. In ogni caso, l’episodio è molto grave per la credibilità del Corriere, se non venisse in qualche modo ripreso e rimediato.

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