Spunti per la convergenza liberale

Scaletta della relazione al Convegno tenuto al Circolo della Stampa di Milano

EUROPA. La strada aperta da Gaetano Martino, l’Europa si è poi sviluppata in coerenza non partendo da identità di tipo metastorico, quali lingua, religione, razza, bensì dallla concretissima degli individui che interagiscono, la moneta comune. Ora però la sua spinta iniziale si è esaurita e non può trainare indefinitamente un continente svogliato: una moneta europea richiede una gestione europea, e non più nazionale, dell’economia.

 

Questo implica sia l’esistenza di un ministro europeo dell’Economia, sia almeno un embrione di tassazione europea. Nessun governo li accetta volentieri , al prezzo di rinunciare  alla facoltà di decidere a chi far pagare e chi beneficare. Andare avanti significa trasferire una parte, inizialmente piccola, delle entrate fiscali a un governo centrale europeo che sia qualcosa di più dell’attuale Commissione. Con queste entrate il governo centrale europeo dovrà provvedere a spese a carattere generale, sottraendole ai governi nazionali. Ad esempio, il controllo dell’immigrazione, la ricerca scientifica, la protezione civile, alcuni aspetti della difesa. L’importante è che si cominci. Come è successo nella storia degli Stati Uniti, si devono determinare diversi livelli di finanza pubblica, uno europeo, uno nazionale e forse anche uno regionale. Il federalismo miope in cui ciascun Paese fa da sé, come se l’Europa e il mondo non esistessero è comunque destinato al fallimento.

 

Il partito della Nazione. Nasce figlio del puntare a far cadere l’attuale Presidente del Consiglio contrapponendogli il sindacato  degli increduli per l’essere stati da lui estromessi dalla gestione del potere. Così  si cercano scorciatoie e nessuno si occupa di predisporre un progetto alternativo. Mentre lavorare a costruire il progetto non consente ai partire da formule di puro potere, quale appare quella del partito della nazione. Perché si evoca il centrismo. Ma il centrismo era una scelta politica a favore di una cultura della libertà contro il comunismo e contro l’eredità fascista; invece oggi da lungo tempo non esistono più grossi partiti antisistema, e volere caratterizzarsi solo come fautori  sulla paura  bifronte verso la sinistra PD-IDV e verso la destra PDL-Lega  (nell’ordine in cui la dichiarano gli stessi protagonisti)  appartiene solo al filone della politica come potere. E, rispetto ai mali dell’Italia alla vigilia del 2011, questo politicamente non significa niente.

 

VICEVERSA I LIBERALI HANNO l’Identità del metodo e delle proposte che si formulano nella fattispecie e puntano ad alleanze su progetti delimitati sul governo scelti dai cittadini elettori tra proposte alternative. I mali del paese richiedono il metodo liberale delle scelte concrete fatte non dagli esperti di turno bensì dai cittadini scegliendo tra progetti alternativi di operatività.

 

PROGETTO ALTERNATIVO DI GOVERNO. E’ qui che l’opposizione rivela tutta la sua inconsistenza. Anche perché non è una semplice questione di convincere il maggior numero di cittadini; il primo problema di qualsiasi governo europeo in questa fase non è di convincere solo i propri cittadini, ma di convincere anche i mercati, che sono una parte di cittadini molto influente e in questa fase ancor di più..

 

Applicarsi al progetto alternativo, significa innanzitutto concepire la politica come regole alla convivenza che diano voce alla diversità dei cittadini.

Dunque cominci con il restituire ai cittadini la possibilità di scelta dei propri rappresentanti (tolta a partire dal dissennato accordo toscano tra DS e il centro destra) e con il non confondere tra l’evitare premi di maggioranza eccessivi tali da creare le maggioranze e il togliere l’indicazione preventiva delle coalizioni di governo. Cogliendo anche l’occasione per una diminuzione del numero dei parlamentari. ( Basta la volontà, sia nel caso proporzionale , sia nel caso dei collegi uninominali; nel secondo caso, partire dai 3/4 della quota maggioritaria).

Introduzione della possibilità di eleggere un nuovo governo di composizione in tutto o in parte rinnovata nel Presidente del Consiglio e nei suoi membri in luogo di quello nominato dopo il risultato elettorale, attraverso la procedura della sfiducia costruttiva; per cui dovrà essere predisposto un documento sottoscritto dalla maggioranza dei membri del Senato e dalla maggioranza di quelli della Camera in cui insieme alla dichiarazione di sfiducia nei confronti dell’esecutivo in carica si esprima la fiducia nel nuovo governo elencandone espressamente il Presidente ed i Ministri nonché le principali linee programmatiche.

 

Poi riduca le strutture ridondanti dello Stato iniziando dall’abolizione delle province.

 

Sfugga l’idea conservatrice che la scarsa funzionalità e le enormi lentezze della giustizia siano solo l’ossessivo interesse berlusconiano. Separazione delle carriere tra i Magistrati. Superare le resistenze corporative. Abolizione dell’Ordine dei giornalisti  quale ostacolo alla libertà di scrivere e di esprimere la proprie convinzioni salvo risponderne legalmente.

 

Affronti con tranquilla determinazione il problema, ormai urgente in una società multireligiosa e multietnica,  di affidarsi alla sovranità dei cittadini piuttosto che alle autorità concordatarie.

 

Par conditio applicata sempre dalla RAI quale esercente di servizio pubblico in qualunque trasmissione.

 

Tagli con decisione la spesa pubblica rivitalizzando la funzionalità dell’amministrazione.

 

Diminuisca l’imposizione fiscale proprio per rendere più agevole la lotta all’evasione. Federalismo come responsabilità diffusa ( la solidarietà è decisa come fatto politico centrale per rimediare i casi oggettivi della insufficienza  di entrate di una regione), Liberalizzazione economica, superamento del digital divide, adozione dell’open source nella Pubblica Amministrazione,

 

Dia più libertà alla voglia di intraprendere dei cittadini, in specie i giovani, e eserciti più controlli pubblici per evitare le eccessive concentrazioni che impediscono la libera concorrenza.   Abolizione valore legale del titolo di studio

 

L’essenzialità dei comportamenti pubblici ( che non ha nulla a che vedere con il perbenismo ed il conformismo).

 

IN MANCANZA DI UN PROGETTO ALTERNATIVO, il rischio è che, perfino nel momento in cui Berlusconi si farà da parte, non ci sia nessuno abbastanza credibile, e abbastanza attrezzato, da saper pilotare il paese.

 

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