Benvenuto tra i fans di Dahrendorf (a Dino Cofrancesco)

Egregio Professore,

visto che Lei  ci annovera tra i fans di Dahrendorf, sono felice di darLe il benvenuto tra i fans di Dahrendorf. Ingresso riservato il Suo, che comprendono solo quelli che colgono il senso di quello che Lei ha scritto non del tutto brevemente su Libero e che non si fanno fuorviare dal titolo “La stoffa liberale nascosta dall’impegno”, titolo che mi appare il tributo dovuto alla testata o escogitato dalla stessa testata. E comunque un ingresso di fatto che mi rende soddisfatto.

E’ vero che , se dovessimo trovarci a discutere di persona, potrei fare qua e là dei distinguo, magari anche di un certo rilievo, ma nella sostanza Lei riconosce i non comuni meriti di Dahrendorf come liberale impegnato non solo nei suoi  studi ma sui grandi temi della convivenza. E siccome, come del resto Lei sa, io continuo a sostenere che la diversità tra i liberali  non è tale da ostacolare la loro azione comune, anzi li rende coerenti, e che il buco del liberalismo in Italia esiste soprattutto perché molti ( spesso per propri interessi di potere) affermano che il liberalismo possa essere solo un attributo di qualche altro sostantivo, allora il suo ripercorrere i motivi profondi liberali di Dahrendorf, a parte differenze trascurabili nell’insieme, conferma che quello liberale è un filone proprio ed autonomo il cui oscuramento finisce per essere un danno per gli altri.

Desidero solo sottolineare che il titolo è sì molto espressivo, ma è  un ossimoro. In effetti la stoffa del liberale si mostra proprio nell’impegno perché il liberalismo è un metodo di pensare che non può mai prescindere dall’esame della realtà nel tempo e dal cercare di far qualcosa in ciascun tempo (le regole), per rendere la convivenza effettiva più adatta al mettere al centro la libertà del cittadino. In sostanza, dato che stiamo parlando di Dahrendorf (  quello passato trentenne ai liberali in base al pensiero che aveva maturato ) ripeto quello che Lei ha giustamente riportato in chiusura “non possiamo essere liberi senza le istituzioni e libertà significa costruire delle istituzioni secondo i nostri intendimenti”. Come si vede dunque, la stoffa del liberale si vede nell’impegno. E in Dahrendorf era buona stoffa. Non a caso  per trenta anni è stato al vertice dell’Internazionale Liberale, a cominciare dall’epoca in cui era Presidente Malagodi.

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