I liberali e i democratici (a Maria Teresa Meli)

Cara Teresa,

nel tuo articolo di ieri che per il resto è incisivo come d’abitudine, Tu scrivi della trasformazione “nel futuro gruppo socialista e democratico di cui farebbero parte anche i deputati della pattuglia dell’ELDR a cui aderisce la Margherita”.  In realtà la Margherita aderisce ai Democratici Europei che insieme al Partito ELDR hanno formato un gruppo parlamentare, l’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei- ALDE, che comprende 90 deputati. Nell’ALDE i deputati dell’ELDR sono i 3/4. In effetti l’operazione partito Democratico Europeo venne concepita nel 2003 dal giro Margherita prodiana ( insieme ai francesi di Bayrou, in origine democristiano, e ai polacchi) con l’obiettivo di riuscire ad annettersi i liberali. Solo che i liberali europei sono più attenti ai filoni culturali e molto più forti numericamente, per cui il tentativo, all’avvio  dissimulato  con arti fiorentine, è progressivamente stato individuato ed è naufragato. Il termine pattuglia da Te usato non può essere riferito all’ELDR bensì a quei deputati dei Democratici Europei che potrebbero seguire i prodiani nel futuro gruppo socialista e democratico ( gira però voce che Bayrou non ci starebbe e neppure anche alcuni polacchi). In conclusione, l’attuale gruppo ALDE potrà perdere in prospettiva alcune unità ma non a scapito del pernio ELDR (che nei prossimi giorni celebrerà tranquillamente il suo congresso).

Commento. Mi pare evidente che l’esistenza di diversi gruppi che si chiamano “democratici” fa risaltare l’importanza dell’altro sostantivo, che in un caso è liberale e nell’altro socialista, due filoni del tutto distinti che possono benissimo essere alleati (lo sono stati, lo sono e lo saranno) ma non identificarsi. Invece i teorici dell’indifferenza culturale, Parisi, Salvati, Gitti, Filippo Andreatta, sostengono che bisogna partire dall’azzeramento delle precedenti culture per poter assumere l’identità di chi sta insieme per discutere quale identità avere. Che poi è la convinzione di fondo dello stesso Prodi. Nella sua lettera invito ad Orvieto, il Presidente ripete l’assunto che la Primaria 2005 è stato il manifestarsi del popolo che vuole il Partito Democratico ( il che è “falso” dato che erano primarie dell’Unione e non dell’Ulivo, che gli ulivisti hanno preso meno della somma dei partiti di riferimento e che hanno partecipato al voto migliaia e migliaia di persone, a cominciare dal sottoscritto e dai liberali, che volevano la coalizione ma sono contrari al Partito Democratico).

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