Continua il contrasto Vespa-Watson su Berlusconi liberale

Nonostante l’insistita protesta del Presidente dei liberali al Parlamento europeo, Graham Watson, Bruno Vespa continua a sostenere che Berlusconi possa essere definito liberale. In ultimo lo fa rispondendo ad una protesta di Pietro Paganini , Vice Presidente dei giovani liberali europei e della segreteria della Federazione dei Liberali, che aveva argomentato in dettaglio la pericolosità di presentare Berlusconi come un liberale, creando così negli spettatori una falsa idea del liberalismo.
Vespa usa testualmente ” le parole scritte l’ultima volta al Presidente Watson : fino a 15 anni fa la Rai invitava ai dibattiti in rappresentanza del mondo liberale il prof. Giuliano Urbani. Lei sa dove e’ finito Urbani. La stessa cosa puo’ dirsi per ex ministri liberali come Egidio Sterpa, Raffaele Costa ed Alfredo Biondi. Altri hanno fatto una scelta diversa, ma questo conferma che persone di schieramenti opposti possono a ragione definirsi liberali. Agli altri “liberali” non ho risposto. Ho infatti immaginato che si siano sentiti ben rappresentati da Lei in una memorabile intervista al quotidiano liberale L’Unita”.
L’intera vicenda è definita un sopruso da Enzo Marzo di Critica Liberale e Raffaello Morelli della Federazione dei Liberali. ” Non è tollerabile che la trasmissione politica di punta del servizio pubblico diffonda consapevolmente e con arroganza notizie false sulla realtà del liberalismo nel mondo e in Italia. Avrà pure valore che da sempre Berlusconi  avversi e sia avversato da tutti i liberali europei. Perchè Vespa lo nasconde al suo pubblico? Vespa sa benissimo che in politica decidono i comportamenti e che tutte le persone da lui citate  sono ex-liberali  che fanno parte di Forza Italia  e del Partito Popolare Europeo. Questa manipolazione sistematica dei fatti da parte di Vespa distorce l’informazione e agevola la propaganda del centro destra. Così che Berlusconi, anche in un dibattito a Matrix, ha potuto ripetere di essere un liberale senza venire smentito dati alla mano. Certo, stupisce che pure l’Unione non reagisca al diffondersi del vespismo che  nel 2006 cerca di riprodurre il clima pre caduta del muro. E’ miope e oggettivamente pro berlusconiano non capire che l’area riformatrice non può essere ridotta alle tradizioni socialista e popolare.
Ci rendiamo peraltro conto della difficoltà di Vespa di trattare  di correttezza informativa e di liberalismo, materia per lui ostica, visto che si scandalizza perfino che un giornale come l’Unità riprenda una dichiarazione (non un’intervista) dei liberali diffusa a tutti”.

Federazione dei Liberali

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