Sarebbe bene l’Unione andasse sul concreto (a Bruno Manfellotto)

Egregio Direttore,

vorrei farLe due osservazioni sul Suo fondo di stamani.

La prima è che non darei affatto per scontato che le uscite di Berlusconi creino divisioni nella Casa della Libertà. Innanzitutto perché la strategia a tre punte è stata decisa a tavolino per coprire un più vasto fronte elettorale e implica anche queste polemiche interne che sanno tanto di gioco delle parti, per far sì che la coalizione nel suo complesso possa essere votata dai berlusconiani e dagli anti berlusconiani ( si ricordi che nel ’94 la cosa cominciò allo stesso modo, Fini e Bossi fieramente avversari ma ambedue alleati di Berlusconi). E poi se si diffonde l’idea che la Casa delle Libertà è divisa, indirettamente si rilancia nel centro sinistra la tranquilllità circa l’esito favorevole delle elezioni. Esito che invece è ancora tutto da conquistare, specie se non cessa il tentativo di ridurre l’Unione all’Ulivo, cioè ai fautori del partito democratico, che avrebbe il risultato di spingere all’astensione gruppi consistenti di elettori, della sinistra e dell’area laico liberale.

La seconda osservazione è che l’invito ai maggiori partiti dell’Unione a non cadere nella trappola di Berlusconi e andare sul concreto, è giustissimo e non è mai ripetuto abbastanza. Proprio sul tipo di messaggio da dare all’elettorato, le gaffes da parte del centro sinistra sono diverse. L’ultima è quella della Direzione DS che mercoledì 11 ha scritto “intendiamo rivolgerci alla società italiana con l’unico obiettivo di restituire all’Italia e agli italiani le speranze e le certezze che la destra ha promesso e non ha saputo realizzare”. Non mi risultava che l’Unione avesse per programma quello di Berlusconi nel 2001.

 

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