Il referendum sulla legge 40 e la data per svolgerlo

La Federazione dei Liberali ha scritto fin dal febbraio 2004 che il senso più profondo della battaglia contro la legge sulla Procreazione Medicalmente Assisita è opporsi a chi vuole affossare la laicità delle istituzioni.

Laicità delle istituzioni significa uno stato e leggi che chiedono ai cittadini solo il rispetto delle norme della libera convivenza ispirata all’autonomia individuale. Norme che non possono prevedere nessuna imposizione di questo o quel credo morale. Quindi, chiunque voglia essere libero è fisiologicamente impegnato a sostenere con forza la laicità delle istituzioni. Il problema grave è che tra i sostenitori si stanno formando delle crepe. E siccome gli aspiranti affossatori della laicità delle istituzioni sono tanti, non è per niente bene.

Il pericolo reale non è la Chiesa. La Chiesa, è vero, si considera depositaria della verità rivelata e perciò, forte di tale potere, non ha mai accettato questo principio e ha sempre cercato di imbrigliarlo ricorrendo ai concordati. Però la Chiesa è chiara, dice “segui il tuo Vescovo”, e così il cittadino, quando si tratta di organizzare la convivenza civile, coglie bene quale è la scelta che lo garantisce. Viceversa, il pericolo reale per la laicità delle istituzioni sono quelli che tentano di negare le differenze, sul piano civile, tra la mentalità laica e quella religiosa che fa della fede una fonte legislativa. E poi, non contenti, provano pure a dirsi liberali perché lasciano libertà di coscienza nei referendum sulla legge.

Sono davvero pericolosi. Primo perché quella differenza di mentalità c’è ed è decisiva. Le leggi liberali si fondano sull’autonomia responsabile di ciascun individuo, quelle religiose vorrebbero imporre a ciascun individuo il comportamento che la comunità ritiene giusto. Secondo perché, se si lascia in vigore una legge zeppa di vincoli all’autonomia dell’individuo, in particolare della donna, al cittadino resta solo la libertà di coscienza di violare la legge, magari con il sotterfugio o con l’espatrio. Solo la legge concepita laicamente lascia ad ognuno la libertà di coscienza sul ricorrere o no alla procreazione assistita. Dunque, togliere gli aspetti impositivi della legge PMA (quelli sottoposti ad abrogazione) è essenziale per qualunque cittadino libero, anche perché l’esperienza prova che abbandonare la strada della laicità dello stato avvia lo smottamento verso il  fondamentalismo.

Fin qui non ci sono differenze con i radicali, che non per caso sono nel Partito Liberale Europeo (ELDR). Né ci sono quando si oppongono a soluzioni legislative pasticciate in questo parlamento, con i rapporti di forza esistenti, tanto per evitare i referendum. Poi, all’indomani dello schierarsi della Presidenza del Consiglio a favore della legge sulla PMA, è venuta la fulminea svolta di Pannella: trattiamo un’ alleanza organica con Berlusconi. Cosa devono capire i cittadini ? Berlusconi è il capo della maggioranza trasversale, CdL e Margherita, che ha fatto della legge PMA un manifesto del proibizionismo antiscientifico e che continua a sostenere la tesi del non dare indicazione di voto ai referendum, cioè è l’alfiere della linea più pericolosa contro la laicità delle istituzioni. E ci si vuole alleare? I cittadini possono capire solo che legge PMA e laicità delle istituzioni non  sono poi affare molto importante, tanto da essere sacrificabile. Un messaggio molto negativo per i referendum.

Ai fini referendari, c’è un solo possibile antidoto. Porre come richiesta non trattabile della proposta alleanza lo svolgere i referendum insieme alle regionali. Questo favorirebbe il raggiungimento del quorum ( 50 %+1 degli elettori) vanificando la pratica, legale e politicamente truffaldina, di sommare l’astensione fisiologica ai  voti a favore della attuale legge PMA. E riequilibrerebbe il messaggio negativo. Solo così si eviterebbe di arrivare ai referendum ed essere battuti dagli astenuti, che sarebbe un guaio per la laicità delle istituzioni.

 

 

 

 

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