Sulla legge 40 e la trattativa con Berlusconi (a Daniele Capezzone)

Caro Daniele,

dato che nelle ultime settimane abbiamo parlato in più occasioni del referendum sulla Procreazione Medicalmente Assisitita, non posso trattenermi dal manifestare a Te e ad amici la mia costernazione per la Vostra idea – proprio all’indomani dello schierarsi della Presidenza del Consiglio a favore della legge sulla PMA – di trattare in prima battuta (dunque quella preferita) con Berlusconi e la CdL per un accordo politico strutturale.

Questa vostra offerta è un ostacolo non piccolo alla prospettiva di vincere il referendum, comunque vadano sia il giudizio di ammissibilità sia le trattative con la CdL. Perché se anche i Radicali ritengono normale allearsi con chi addirittura propugna la non ammissibilità del referendum ( neppure il teocon Ferrara segue l’ “amor suo” su una posizione simile ) , allora tutti penseranno che condividere o meno la legge sulla PMA non possa davvero essere ritenuta questione politicamente dirimente.

Tale messaggio è molto negativo se si vuol vincere un referendum che non attiene solo ad un problema tecnico per malati e addetti ai lavori, sia pure centinaia di migliaia di persone, ma attiene a quella grande questione di politica civile che è la laicità delle istituzioni.

Il referendum, visto che si è voluto, sarebbe meglio vincerlo e perciò è essenziale non dar l’impressione che sia cosa di poco conto.

 

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