DS, sensi di colpa e masochismo

Di tutto l’Italia ha bisogno meno che di accapigliarsi su vicende di oltre venticinque anni fa. Lo abbiamo detto nei mesi scorsi di fronte agli ossessivi attacchi di Berlusconi alla sinistra secondo lui rimasta comunista. Lo diciamo oggi ai DS che con grande clamore addebitano agli Stati Uniti, alla Nato e a pezzi di Stato legati alla destra eversiva, una serie di atti illegali e terroristici dal dopoguerra al ’74.Siamo convinti che i riformatori devono scegliere come terreno naturale della battaglia politica contro i conservatori quello del come organizzare la convivenza per l’oggi e per il domani. Mantenendo la memoria storica, certo, ma distinguendo la memoria dei fatti accertati da quella di ricostruzioni assai controverse di episodi non chiaramente attribuibili, per di più fuori del loro contesto storico e senza fornire nessun nuovo elemento di giudizio.

Battersi sul terreno del come organizzare la convivenza è il contrario della cultura della pacificazione che, dicono preoccupati i DS, assegnerebbe pari dignità alle parti in guerra con reciproco riconoscimento e legittimazione, al prezzo di una sorta di amnistia generale, culturale, politica e giudiziaria. E’ il contrario perché parte dalla consapevolezza di un giudizio storico, quello che vede il sistema politico sociale delle democrazie occidentali come lo strumento più adeguato – anche perché autocorrettivo – per favorire la crescita individuale e migliori condizioni di vita per sempre più numerosi cittadini. Viceversa la cultura della pacificazione è indifferenza ai giudizi storici come conseguenza della sottovalutazione ( se non del rifiuto) del principio di diversità e del conflitto liberal democratico.
Portare la battaglia politica sul terreno dell’interpretazione storica di un passato ancora molto controverso, significa rivolgere indietro la testa e accettare il terreno dei conservatori, che per loro natura vogliono modellare il presente e il futuro sui valori del passato. Probabilmente i dirigenti DS cercano nel passato errori altrui che possano alleviare il loro senso di colpa (l’aver sostenuto per decenni un progetto politico totalitario). Ma di fatto riesumare le vicende del terrorismo dal dopoguerra al ’74 come strumento di lotta politica attuale, esprime una profonda pulsione masochista, accelerare la vittoria di Berlusconi.

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