L’unità dei liberali è un progetto ambiguo (a Michele D’Elia)

Caro Michele,
nella Tua lettera confermi quanto avevi sostenuto nel Consiglio Nazionale del 29 aprile e svolgi alcune considerazioni su un ulteriore passo del Tuo appello all’unità dello scorso marzo.

Per la prima parte non posso che confermare a mia volta il dibattito e le conclusioni del Consiglio. Si stanno dimostrando giuste alla prova dei fatti , anche se non hanno avuto la maggioranza ai referendum (del resto quando mai i liberali hanno usato questo metro), perché sono state caratterizzanti nel loro complesso e realistiche nell’indicare una buona direzione di marcia per i liberali ( a cominciare dal sistema elettorale che, a parte il Tuo sogno, NON vedrà un ritorno al proporzionale se non con soglie di sbarramento – il che accresce la penalizzazione dei “piccoli” – e dunque obbligherà, più di coerenti sistemi maggioritari, all’impegno di coniugare identità e capacità di aggregazione, che è appunto la nostra proposta).
Quanto al clima politico, la vera novità è stato il ritrovamento del corpo esanime di una persona scomparsa da tempo che noi liberali da anni davamo per morto, vale a dire l’ulivismo. Questa (tardiva) scoperta non è ancora la diffusa consapevolezza di cosa richieda e cosa possa significare un costruttivo spirito di coalizione e ancor meno del fatto che senza una riconosciuta presenza laica liberale la coalizione di centro sinistra è destinata all’impotenza politica e alla sconfitta elettorale. Però ne è la premessa necessaria, dunque il clima è meno peggio di prima.

Quanto a noi, Tu ben sai che lo sforzo della FdL è da tempo quello di rappresentare e di irrobustire il filone politico culturale liberale ( ed è per questo che Ti riconosci parte attiva e formale della Federazione). Una tale prospettiva è più ampia e non del tutto coincidente con la Tua idea di “unità dei liberali”. E’ più ampia perché si rivolge a tutti quelli che scelgono il liberalismo ( inteso in via autonoma e propositiva) e che si comportano da liberali battendosi per proposte funzionali a rendere più liberale la convivenza. E per ciò stesso non è non del tutto coincidente con “l’unità dei liberali” perchè non presuppone né l’equidistanza o l’indifferenza rispetto agli attuali schieramenti né l’isolazionismo dell’aventino e perché neppure accetta il doppio binario tra le idee dichiarate e i comportamenti adottati. Ecco perché torno a dirTi che “la riunificazione dei liberali dispersi” o significa quello che nel linguaggio della FdL è il discorso del filone liberale oppure è un amarcord con rilevanti aspetti di ambiguità sotto il profilo liberale. L’invito alla riunione del 17 prossimo a Firenze parte dall’idea di una riflessione dei liberali “indipendentemente dalle scelte fatte” e quindi dall’idea che politicamente si possa essere liberali in tanti modi significativamente diversi. Abbiamo più volte sottolineato nelle nostre riunioni che ciò equivale a relegare il liberalismo tra il ciarpame degli attributi inutili di cui si può fregiare il potente di turno, per benevolenza o più spesso per “turpe” convenienza. Cosa del tutto diversa dal discorso del filone politico culturale liberale.

Del resto, limitandoci ai problemi di attualità, come si fa da liberali ad essere dalla parte di chi si dichiara a favore della libertà di riunione e al contempo ne nega l’esercizio effettivo ( questione del World Gay Pride) oppure dichiara la necessità del dubbio e della differenza e al contempo vuole imporre per legge valori morali assolutamente unilaterali ( questione della fecondazione assistita e in generale della ricerca e della bioetica).

Tu giustamente rimarchi una novità, vale a dire che nella Tua “unità” non devono essere compresi quelli che in qualche modo pensano a garantirsi un futuro più che a fare i liberali. E’ giusto. Ma perché dovremmo comprendervi chi vorrebbe battezzare come liberali atteggiamenti che non lo sono?

In ogni caso, ben conoscendo la Tua passione e la Tua correttezza, Ti auguro buon lavoro formulando ogni auspicio perché la Tua “unità” possa integrarsi il più possibile con il discorso del filone liberale ed arricchirlo.

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