Riemergono vizi antichi

Negli ultimi giorni sta emergendo in parte degli organi di informazione (ad esempio, Panorama e Corriere della Sera), in alcuni ambienti della sinistra e anche nel movimento omossesuale, la tendenza a “gonfiare” i distinguo e le dissociazioni che si manifestano all’interno di Forza Italia sul World Gay Pride. Di dissenzienti se ne sono percepiti tre : le deputate Majolo e Matranga, l’assessore al Comune di Milano Scalpelli. La linea ufficiale di Forza Italia la ha espressa con chiarezza Berlusconi “ E’ naturalmente totale la liberta’ per ogni categoria di manifestare pubblicamente. In questo caso ritengo pero’ inopportuna e la scelta del luogo e quella del tempo “; la linea complessiva del Polo è apertamente contraria allo svolgersi della manifestazione in nome della sacralità di Roma e del Giubileo.

Ora, anche la posizione superficialmente più morbida, quella di Berlusconi, è inaccettabile dal punto di vista liberale, perché si basa sull’idea che il diritto a manifestare è soggetto a valutazioni di luogo e di tempo ( con buona pace della Costituzione ). Ma qui preme sottolineare un altro aspetto: e cioè che la posizione ufficiale di Forza Italia e del Polo è talmente chiara che la stessa Majolo, nella sua franchezza, dice “adesso che ha parlato Berlusconi, non parlerà più nessuno.”

Così stando le cose, quello che deve far meditare non è tanto il “gonfiaggio” del dissenso da parte dei giornali ( che sono come ossessionati dal “gonfiare” qualcosa), quanto lo stesso atteggiamento nella sinistra e nel movimento omossessuale. Per dirla in breve, si ricerca a tutti i costi il dissenziente per mostrare ( o addirittura perché si spera) che anche Forza Italia converga su posizioni più vicine alle proprie. Ciò è assurdo e penalizzante.
Un’impostazione del tutto analoga l’aveva il vecchio PCI nei confronti della DC. Allora erano i tempi del compromesso storico e della spinta alle indistinte unanimità e al grigio conformismo. Era decisivo mostrare che anche la DC era disponibile alla convergenza. Oggi sono ( o dovrebbero essere) i tempi del maggioritario. Nel maggioritario contano solo le proposte e i comportamenti. Forzare i fatti per mostrare come addolcita o incerta la linea di Forza Italia sul World Gay Pride ( o su altre questioni, come il sistema elettorale o il conflitto di interessi) è concettualmente sbagliato ( l’interesse del sistema è che le parti si esprimano con chiarezza sul nocciolo della questione) ed elettoralmente masochistico (si deve enfatizzare la differenza delle posizioni dell’avversario rispetto alle nostre, non confonderle).

Noi liberali questo l’abbiamo chiaro, tant’è che prendiamo sempre posizioni precise e corrispondenti all’ottica di una convivenza libera di cittadini responsabili. Ma oggi non abbiamo certo la forza per tradurre queste posizioni in posizioni della maggioranza. E’ indispensabile che anche la sinistra democratica abbandoni i vecchi vizi e sostenga apertamente, senza astuzie tattiche e contorcimenti propagandistici, le posizioni più dinamiche di trasformazione delle strutture sociali ed istituzionali. Facendo i buonisti con Forza Italia, questi obiettivi divengono irraggiungibili.

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