Il PLI non vuole sanzioni penali sul piccolo consumo di droghe

La nuova legge sulle droghe. è una legge necessaria e sta riuscendo una buona legge per quanto concerne l’obiettivo di dotare il paese di strumenti più efficaci per combattere il traffico delle droghe e connessi fenomeni criminali. Ma sull’altro obiettivo, quello del come ridurre in modo significativo il consumo delle droghe, non siamo ancora soddisfatti del testo che il Senato si appresta a licenziare.

La linea dei liberali, come ha confermato l’Internazionale Liberale, è quella della dissuasione dall’assumere droghe rendendo consapevoli i cittadini dei pericoli di questa pratica. E’ vero che l’azione liberale ha già ottenuto due importanti risultati rispetto al testo portato in aula al Senato. E’ stata nettamente distinta la figura dello spacciatore da quella del consumatore in base alla quantità di droga detenuta secondo una tabella del Ministro della Sanità; è stato deciso e finanziato il principio di campagne di informazione di massa mirate a dissuadere dall’assumere droghe. Non è poco. E dobbiamo tutti valorizzare quanto siamo riusciti a fare finora. Ma come liberali non possiamo ancora dirci soddisfatti perchè la filosofia della dissuasione non è ancora accettata e anzi su un punto importante è in parte contraddetta.

Mi riferisco alla richiesta liberale cha ai consumatori, cioè alle persone trovate in possesso di droga in quantità inferiore alla dose prevista nella tabella della Sanità, siano comminate solo sanzioni amministrative. Questa richiesta non è stata accolta per la scomposta opposizione repubblicana e per la pacata contrarietà socialista. Allo stato dei fatti è previsto che dopo un certo numero di volte la sanzione divenga penale. La nostra richiesta non è una fisima e tanto meno un colpo di teatro. E’ una convinzione profonda di cui occorre aver chiara consapevolezza.

Il piccolo consumo di droga non è un diritto di libertà civile. Un diritto di libertà civile non è egoistico, vale per ciascun cittadino ma anche per tutti i cittadini e dunque deve valere innanzitutto nei rapporti interpersonali. Invece l’assumere droghe, modificando al personalità o comunque le condizioni dell’assuntore, potenzialmente può avere la conseguenza di incidere sulla libertà degli altri e come tale è illecito. Tuttavia, per impedire il danno a terzi è sufficiente una sanzione di tipo amministrativo (sospensione della patente, porto d’armi e altr comunque graduate innanzitutto secondo il tipo di droga). La sanzione di tipo penale significa viceversa abbandonare la filosofia della dissuasione per adottare quella dei precetti di vita che è estranea alla civiltà democratica liberale. Oltretutto, la sanzione penale finirebbe per congestionare l’apparato giudiziario rischiando di focalizzare l’attenzione sui piccoli consumatori più che sugli spacciatori ed i grandi trafficanti.

Sulla sanzione penale al piccolo consumatore i liberali restano dissenzienti. Tra il voto del Senato e l’esame della Camera riprenderemo un pressante lavoro politico, innanzitutto con i partiti di maggioranza, per sciogliere anche questo nodo. In prospettiva, confermiamo l’impegno dei liberali, sancito unanimemente dalla Direzione, per giungere ad un accordo a livello internazionale al fine di eliminare i valori economici artificiosamente aggiunti nel traffico di droga e che sono una delle componenti importanti per la dissuasione.

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