Quale è il senso di una candidatura ? (al Presidente PLI)

Al Presidente PLI

Caro Presidente,

il giornalista conservatore (ultra) Egidio Sterpa, vinto il primo round delll’inserimento nee liste DC, al secondo è stato messo KO e di nuovo rifiutato da Zaccagnigni e c. La folgore di Zaccagnini ha tuttavia operato il miracolo: ha fatto emergere l’aspirazione più genuina del nostro, essere incluso nelle liste PLI.

Nelle liste, appunto, non nell’idea. Tantè che frettolosamente accolto dal PLI (si fa per dire), ha dichiarato alla stampa: “Mi ero inserito nelle liste DC allo scopo di condurre dall’interno da indipendente, una azione di opposizione ad ogni compromesso”. Con ciò chiarendo una volta per tutte che a suo giudizio il “compromesso” è un fatto unilaterale, cioè la presenza del PCI nell’area di governo, ritenendo talmente irrilevante il problema politico DC, da tentare disperatamente di intrupparsi sotto quelle bandiere.

L’opinione di Sterpa è rispettabile ma non è quella ufficiale del PLI. Il Segretario e il Partito hanno sempre sostenuto che quello del compromesso era un “passo a due” e che il PLI, pur ritenendo le proprie soluzioni alternative a quelle comuniste, riteneva la DC la prima responsabile della crisi italiana. Allora che senso ha volere la candidatura di Sterpa, oltretutto osteggiata dal resto dell’intero vertice senza eccezioni? Una gaffe dovuta alla stanchezza dell’ultima ora o il tacito disegno di riportare il PLI al ruolo di rappresentante dei ceti democristiani (per vocazione e per interessi) incapaci perfino di farsi ascoltare dai loro sponsors naturali? I due casi sono ben diversi, ma non vorrei che il fatto compiuto dell’elezione del candidato Sterpa alla Camera, non si rivelasse in prospettiva un seme capace di riportare il nostro Partito al soffrire di tentazioni che i liberali non possono permettersi. Sarà bene non dimenticarsene.

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